Roma, ecco come si consuma un territorio

"La grande bellezza" o "La grande abbuffata"? Ecco come il territorio di Roma viene consumato dal cemento

A Fiat 500 is driven on the Gianicolo hi

Siamo di fronte al nuovo Sacco di Roma: l'espansione urbanistica con il cemento della città "più bella del mondo" è oramai un fenomeno incontrollato che ha letteralmente fagocitato un territorio, al ritmo incessante di 8 metri quadri al secondo.

Dopo i Celti, i Visigoti, i Vandali, i Saraceni i normanni, i lanzichenecchi ed i palazzinari nel ventennio tra il 1955 ed il 1975, è nuovamente il turno dei costruttori, che in realtà dagli anni '70 non hanno mai smesso di cementificare il proprio potere economico devastando ampie porzioni di territorio romano: non solo oltre il raccordo anulare, anzi quasi per niente, intere aree verdi della Capitale, alcune anche tutelate per i beni archeologici e paesaggistici che a Roma spuntano come funghi un po' dappertutto, sono state letteralmente tolte alla memoria della storia ed al bene pubblico per essere consegnate nelle avide mani dei palazzinari.

Questo video realizzato da Francesco Montillo è piuttosto emblematico dell'entità del problema: l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha stimato che in Italia il consumo di suolo proceda inarrestabilmente al ritmo di 8 mq al secondo.

Ecco com'è cambiato il volto di Roma negli ultimi 15 anni; 22 zone a confronto tra il 1998 e il 2013:

Quello del consumo di suolo è un tema che solo recentemente è assurto alle cronache nazionali, ma le istituzioni non si sono ancora riuscite a dotare di strumenti legislativi utili per arrestare un fenomeno che causa, oltre alla piaga dell'abusivismo, problemi anche in materia di dissesto idrogeologico.

L'ultimo decreto approvato dal governo in materia fu contestato aspramente dagli enti locali, che pure (come a Roma, fino a pochi mesi fa) continuavano imperterrite a concedere permessi edilizi ai soliti palazzinari portatori di denari e consensi elettorali.

I dati riportati da ISPRA per l'anno 2013 non sono molto differenti da quelli del 2012 che i nostri colleghi di Ecoblog avevano puntualmente riportato:

"Sono stati consumati, in media, più di 7 metri quadrati al secondo per oltre 50 anni. Il fenomeno è stato più rapido negli anni 90, periodo in cui si sono sfiorati i 10 metri quadrati al secondo, ma il ritmo degli ultimi 5 anni si conferma comunque accelerato, con una velocità superiore agli 8 metri quadrati al secondo."

scrive l'Ispra nel rapporto, spiegando che in Italia è come se, ogni cinque mesi, sorgesse una città grande come l'intera area di Napoli.

"In termini assoluti, l’Italia è passata da poco più di 8.000 km2 di consumo di suolo del 1956 ad oltre 20.500 km2 nel 2010, un aumento che non si può spiegare solo con la crescita demografica: se nel 1956 erano irreversibilmente persi 170 m2 per ogni italiano, nel 2010 il valore raddoppia, passando a più di 340 m2."

Più che di "grande bellezza" si dovrebbe parlare di "grande abbuffata": dopo aver depredato l'intero parco dell'Appia Antica, forse lo scempio più evidente nel territorio romano perpetrato tra gli anni '60 e gli anni '80 e che ha permesso il sorgere di quartieri popolari immensi lungo la via Appia e la via Tuscolana, ed aver edificato decine di ville extralusso lungo l'Appia Antica, è ora il turno delle immense aree verdi della città, sia a ridosso del Tevere che in aree più periferiche.

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