Scontri a Roma. La ricreazione è finita, tutti a casa, pronti per il nuovo casino

Non osavamo immaginare tanto, quando abbiamo raccontato ieri del primo bilancio, dopo il giorno di lotta del 14 Dicembre. Ci sembrava già scandaloso parlare di 41 fermati, che poi sono diventati 23, e di cui subito scarcerati 11. E ora siamo a zero.

Zero come le chiacchiere si dice a Roma. Zero (e sotto) come la temperatura che speriamo cali con la neve sugli spiriti caldi, a questo punto, di chi alla prima manifestazione sa che potrà agire indisturbato, perché l'immunità è come al videogioco. Basta scegliere.

L'occasione è proprio dietro l'angolo, e non lo dice il RondoneR, ma lo digita Marcello Sorgi su La Stampa, non proprio un allarmista: "..al di là delle polemiche tra il sindaco e i magistrati, la decisione di rimettere a piede libero gli arrestati rischia di ripercuotersi la prossima settimana sulla discussione finale, e sulla prevista approvazione, al Senato, della riforma Gelmini, che ha riportato in piazza gli studenti e dato sfogo alle frange più dure del movimento".

Alemanno protesta, ed ha anche ragione, forse sarebbe stato meglio concentrarsi subito sulla questione responsabili, piuttosto che sulle cifre dei danni da gonfiare. In ogni caso, qui non si tratta di fare il gioco della scopa, per vedere a chi tocca alla fine ripulire, qui bisogna cominciare a dare un segnale di rispetto per i cittadini. Che verranno così di nuovo e maggiormente imprigionati, per motivi di sicurezza, la stessa che poi non fa prigionieri.

Penso che lo debbano capire perfino gli studenti e i contestatori, che devono dividersi da questi famosi "infiltrati". Chi si scaglia su altri simboli del potere che non siano i politici in prima persona, è solo un'ipocrita. Mettere a ferro e fuoco una città dimostra solo vigliaccheria, nei confronti della Storia e delle persone che la costituiscono.

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