Camorra a Roma: maxi blitz contro il Clan dei Contini, locali sequestrati, arresti e un suicida

Roma e parecchi locali del centro storico, sequestrati questa mattina dal maxi blitz contro il Clan della Camorra che opera in Campania, Lazio e Toscana. Tra le 22 ordinanze di custodia cautelare emesse nella capitale anche un suicida.

TO GO WITH AFP STORY BY MARTINE NOUAILLE

L'inchiesta coordinata dalla Dna ( Direzione nazionale antimafia) e diretta dalla Dda di Napoli, con quelle di Roma e Firenze, ha operato il maxi blitz contro il clan Camorista dei 'Contini', per l'arresto di 90 persone (22 a Roma) e il sequestro di beni per 250 milioni di euro in Campania, Lazio e Toscana.

Beni che annoverano anche parecchi locali romani, tra bar e ristoranti, sequestrati questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Roma.

Locali ubicati al centro storico, dal Pantheon a via del Corso, passando per Piazza Navona, in Piazza della Rotonda, piazza Sant’Apollinare, via della Maddalena, via della Vite, via della Mercede, via di Propaganda, via della Pace, piazza Nicosia, via Rasella, via delle Quattro Fontane, via del Boschetto, via Zanardelli, via dei Baullari, via Goffredo Mameli, Corso del Rinascimento, via G. G. Belli, via Col di Lana, viale Giulio Cesare, via Fabio Massimo.

Tra questi molti ristoranti, partenopei sin dal nome, come "Pummarola e Drink", "Sugo", "Pizza Ciro", "Zio Ciro", "Frijenno", "Ciuccula" o "Il Pizzicotto", che in gran parte farebbero capo alla famiglia Righi, luogotenenti dei Contini a Roma, per il gip responsabile di aver messo in piedi

“una holding societaria che controllava illecitamente una catena di esercizi commerciali nella ristorazione".

Tra le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione contro la camorra scattata all'alba in Campania, Lazio e Toscana, compare anche Giuseppe Cristarelli, l'imprenditore 43enne di origini campane, che all'arrivo della Polizia, questa mattina si è suicidato lanciandosi dalla finestra del quarto piano della sua abitazione romana nella zona di Tor di Quinto, morendo sul colpo.

Le indagini sono state coordinate dalla Procura nazionale antimafia guidata dal procuratore nazionale Franco Roberti e dirette dalla Dda di Napoli guidata da Giovanni Colangelo, da quelle di Roma per l'applicazione delle misure di prevenzione nella capitale e Firenze per le perquisizioni e i sequestri relativi all'infiltrazione del clan camorristico nelle attività economiche e imprenditoriali toscane.

A condurre le indagini la Squadra mobile della Questura di Napoli, dal Gico della Guardia di finanza di Napoli, dai Carabinieri di Roma, dal Centro operativo di Roma della Direzione investigativa antimafia e dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Pisa.

Dubito che la notizia oggi abbia sorpreso veramente qualcuno, anche se ben lontano dal girone dei visionari e scettici convinti da tempo che il braccio violento e corrotto della camorra abbia ben più delle mani nella pasta de 'A pizza c'a' pummarola n'coppa'.

Di certo non le associazioni come daSud che nel dossier #RomaCittàDiMafie portato in tour per le strade della capitale, ha stimato qualcosa come il 70% per cento dei locali in mano alla criminalità organizzata.

A parte questo, una tale evidenza potrebbe anche incoraggiare qualcuno a disertare finalmente quei locali di provata disonestà, ammesso che dopo tutti gli scandali e rivelazioni 'pentite' della Campania, 'contaminata' dalla malavita organizzata (benissimo e ad alti livelli), qualcuno ancora vada a caccia di localini che servono specialità campane.

Al contrario sarebbe ora di incoraggiare tutti quelli che spezzano l'universo di omertà che lascia proliferare certe organizzazioni criminali.

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