Mezzi pubblici e linee ferroviare regionali: il prezzo del biglietto aumenta o no?

Biglietto Atac

Sembra una beffa, visti soprattutto i recenti scandali di Parentopoli e il tristissimo primato (vinto per la terza volta consecutiva) del "Trofeo Caronte", eppure continuano a rincorrersi voci sul possibile rincaro del costo dei biglietti per i mezzi pubblici e le linee ferroviarie regionali.

Il motivo è noto: il pesante disavanzo incrementato dalle 850 cinquanta assunzioni dopo Atac Spa (131 milioni di euro di deficit, in chiusura quest'anno) e per le Regionali il taglio di quasi la metà dei fondi per i contratti di servizio (quando invece servirebbero più mezzi e - quindi - più assunzioni). Le soluzioni, oltre ai tagli, sono la riduzione dell'offerta (impensabile) o appunto, il rincaro delle tariffe.

Guardando alle recenti decisioni prese nelle regioni del Nord Italia (Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna), il biglietto unico potrebbe salire a 1 euro e 50 centesimi (con una validità di 90 minuti). Un aumento del 50% che svela Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: il tutto a gennaio 2011, durante l'approvazione del nuovo bilancio.

Alemanno aveva smentito lo scorso giugno: "Quel rincaro non ci sarà, prima dobbiamo migliorare il servizio aumentando le corsie preferenziali". Di mesi ne sono passati sei e non solo la soluzione non si è vista, ma c'è stato di mezzo lo scandalo di Parentopoli. Stesso discorso per i treni dei pendolari: come portarli ad un'efficienza accettabile? Le alternative agli aumenti, viste anche le scelte economiche del Governo, non sembrano plausibili. Insomma: stangata sì o stangata no? Prima di gennaio - probabilmente - ne sapremo poco o nulla.

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