Centro antiviolenza di Tor Bella Monaca da salvare con una petizione

La petizione per sostenere il Centro di Supporto Psicologico Popolare di Tor Bella Monaca, sfrattato e a rischio chiusura.

Cespp Tor Bella Monaca Roma

Un crocevia di vite e culture come Roma non lesina situazioni di disagio e violenza, che si annidano negli antri più oscuri della natura umana e della periferia urbana, dove restano anche quando non li vedi, come i granelli che finiscono negli angoli, sino a quando qualcuno non se ne prende cura.

Qualcuno come Stefania Catallo, responsabile e fondatrice del Centro di Supporto Psicologico Popolare di Tor Bella Monaca, divenuto struttura, punto di riferimento e coraggioso progetto culturale per centinaia di donne e uomini vittime della violenza e del degrado di uno dei quartieri più 'difficili' di Roma.

Un centro sostenuto dall'impegno e dalla forza di volontà di uomini e donne, senza alcun fondo dalle istituzioni o aiuto dai servizi sociali, ospitato gratuitamente nei locali dell’associazione “Sirio87” dal maggio 2011. Associazione appena sfrattata che ha costretto anche il Cespp a sospendere le attività per mancanza di uno spazio idoneo dove esercitarle.

Una realtà che rischia di chiudere per sempre, un progetto da salvaguardare e sostenere anche con la petizione inoltrata da Stefania Catallo al Sindaco di Roma Ignazio Marino e tutti noi, condivisa attraverso change.org, già firmata da 27.041 sostenitori, compresa la sottoscritta. Al momento ne servono altri 7.959. Voi potreste essere i prossimi.


    A:
    Ignazio Marino, Sindaco di Roma
    Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica
    Isabella Rauti, Consigliere del Ministro dell’Interno per le politiche di Contrasto alla Violenza di Genere
    Mi chiamo Stefania Catallo e sono la responsabile e fondatrice del Centro di Supporto Psicologico Popolare di Tor Bella Monaca, quartiere della periferia di Roma. In due anni abbiamo portato avanti un lavoro in condizioni di totale autofinanziamento e autogestione per tutelare soprattutto le donne vittime di violenze. Queste donne, umiliate e sbandate, che non sapevano con quali istituzioni parlare e quale percorso intraprendere, hanno trovato ascolto ed accoglienza con e tramite il centro.

    È anche grazie al lavoro di ascolto e supporto psicologico, la creazione di gruppi di auto-aiuto e corsi di recitazione con la produzione - sempre autofinanziata - di spettacoli e pièce di denuncia sociale e civile che le circa 1000 donne transitate nel centri in questi due anni sono rimaste vive. Non sono morte.

    Sono state aiutate nel percorso di consapevolezza del proprio valore fuori dalla coppia e sostenute in quello di denuncia dei propri uomini violenti. Non abbiamo mai avuto fondi né dalle istituzioni né dai servizi sociali: quello che abbiamo fatto è stato totalmente creato da noi.

    Ora il Cespp non ha più tempo: ospitato gratuitamente dal maggio 2011 nei locali dell’associazione “Sirio87” - con cui non ha nulla in comune rispetto alle attività prodotte -si ritrova a subire la situazione determinata da vicende precedenti e sconosciute al Cespp. Vicende tra la "Sirio 87" e i legittimi proprietari dei locali che hanno determinato la sospensione delle attività a causa dello sfratto della "Sirio 87" che, fissato lo scorso 14 gennaio, è tuttora pendente.

    Va da sé che per la delicatezza delle situazioni di cui ci occupiamo abbiamo dovuto interrompere le attività. In un colpo solo sono saltati il servizio del centro antiviolenza ed è stato eliminato un punto di riferimento per le centinaia di persone che gravitano intorno alla struttura.

    Donne soprattutto, ma anche uomini, come quelli che recitano nello spettacolo nato dalle sedute di ascolto nel centro “Sulla pelle delle donne”, che è il titolo del primo reportage giornalistico realizzato per RaiNews da Mariella Magazù, in cui si racconta del lavoro di contrasto alla violenza contro le donne in una periferia degradata dall’indifferenza istituzionale, quando la parola “femminicidio” non esisteva per i media e neppure per il Codice italiano.

    Il Cespp è un progetto sociale che ha dato vita anche ad un progetto culturale. Già ora il Centro è stato costretto a sospendere il servizio a causa della mancanza di un locale idoneo nel quale operare. Tor Bella Monaca è un quartiere definito a rischio, dove alto è il numero di chi sta scontando una pena agli arresti domiciliari e forte è il mercato dello spaccio.

    Da quando il Cespp ha iniziato il suo lavoro il 27 maggio 2011 sono stati raggiunti alcuni importanti obiettivi e il centro è diventato una realtà ben radicata nel tessuto sociale. Ora devo tutelare gli interessi del centro antiviolenza e delle persone che usufruiscono di questo importantissimo servizio. Questi locali erano stati assegnati dal Comune a ‘Sirio87’ nel 1999. Poi si sono accorti che non erano comunali e se li sono rivenduti, nonostante l’opposizione dell’associazione.

    Negli ultimi mesi ho chiesto aiuto al VI Municipio, chiedendo di poter avere un’alternativa sul territorio, come uno spazio confiscato alla Mafia o in disuso: ecco perché la petizione, oltre che al sindaco di Roma Ignazio Marino (in questo quartiere sono tanti gli edifici del Comune abbandonati a se stessi e dentro i quali sarebbe possibile proseguire la nostra attività), è indirizzata anche alla Consigliera nazionale del ministro dell’Interno per le politiche di contrasto alla violenza contro le donne e al femminicidio, Isabella Rauti.

    Questa indifferenza, oggi come ieri, non è solo uno schiaffo al nostro lavoro, ma alle centinaia di donne morte durante questi anni e a tutte quelle che, per loro fortuna, sono ancora vive grazie al lavoro di chi come noi cerca di fermarne la mattanza.

    Sul territorio, attraverso l’informazione e l’impegno civile di chi prende parte attiva di cambiamento e buone pratiche. Come il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Erminio Amelio - pm nel processo sulla strage di Ustica e in quello per l’uccisione dell’agente dei servizi segreti Nicola Calipari - che recita nel ruolo di un femminicida. La pièce, il 25 novembre scorso - Giornata mondiale contro la violenza sulle donne - è andata in scena in anteprima nel carcere maschile di Rebibbia, e il 13 gennaio nella sezione femminile dello stesso penitenziario.

    Il Cespp è anche questo.

    Aiutateci a non chiudere.

    Stefania Catallo

    PRIMI FIRMATARI

    Loredana Taddei, Responsabile Nazionale donne CGIL

    Ida Del Grosso, direttrice carcere femminile di Rebibbia, Roma

    Mariella Magazù, giornalista e direttivo associazione L'Oro delle Donne

    Elisa Di Salvatore, giornalista e direttivo associazione L'Oro delle Donne

    Donatella Smoljko, giornalista Gr Rai - presidente e fondatrice L'Oro delle Donne
    Cordiali saluti,
    [Il tuo nome]

Via | change.org

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