Roma e degrado, un altro straniero muore in un incendio

FlickrAvevamo già accennato al problema qualche giorno fa, parlando della morte di una bengalese e del figlio di 10 anni, saltati dal quarto piano per evitare l'incendio del loro appartamento a Piazza Vittorio. Torniamo adesso ad affrontare l'argomento per un caso molto simile avvenuto nei pressi di Via delle Medaglie d'Oro, e cioè la morte di Thomas Antos, 35enne polacco rimasto vittima venerdì scorso dell'incendio del "fortino" dove viveva.

Un vecchio bunker che il polacco - da poco disoccupato - condivideva con altre 5 persone, 4 uomini e una donna, e che era stato attrezzato con espedienti di fortuna, fra cui alcune candele che l'uomo accendeva per scaldarsi prima d'andare a dormire e che sono state causa della sua morte. E qui veniamo alla domanda centrale di questo post, che giro a tutti voi lettori: è giusto far vivere persone in queste condizioni?

Attenzione: non si tratta solo di un problema che riguardi stranieri e immigrati. È qualcosa che tocca tutti, italiani compresi. Viviamo in una città con affitti talmente alti da superare i prezzi di Milano e costringere a richiedere buoni casa anche a famiglie di ceto medio. Non ci si deve quindi stupire che spesso un appartamento sia condiviso da decine di immigrati, o che gli stessi siano costretti a dormire in strada o rimedi di fortuna.

Ma quanto è pericolosa una condizione di vita di questo genere? Il degrado aumenta la percentuale di rischio di incidenti: stufe che prendono fuoco, cortocircuiti che causano incendi, cedimenti di edifici fatiscenti e così via. È possibile fare qualcosa per ovviare a tutto ciò? E se sì, chi dovrebbe farlo: lo Stato? Il cittadino stesso?

Vorrei sentire la vostra opinione al riguardo.

foto | Flickr

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