Pasolini Roma: in viaggio con Pier Paolo al Palazzo delle Esposizioni

"Pasolini Roma". La grande mostra fa tappa al Palazzo delle Esposizioni, con il viaggio cronologico nella vita e l'opera di Pier Paolo, corredato di una rassegna cinematografica, incontri e concerti, dal 15 aprile al 20 luglio 2014.

EXPOSICIÓ // Reportatge // Pasolini Roma from CCCB on Vimeo.

Fuggii con mia madre e una valigia e un po’ di gioie che risultarono false, su un treno lento come un merci,
per la pianura friulana coperta da un leggero e duro strato di neve.
Andavamo verso Roma. Pier Paolo Pasolini

Con l'arrivo a Roma, parte anche la grande mostra itinerante Pasolini Roma, che dopo aver lasciato il CCCB di Barcellona e la Cine?mathe?que franc?aise di Parigi, resta al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 15 aprile al 20 luglio 2014, prima di raggiungere il Martin-Gropius-Bau di Berlino (11 Settembre 2014 - 5 Gennaio 2015).

La grande mostra che raccoglie la visione poetica e viscerale della città, vissuta, amata, sofferta e trasfigurata da Pier Paolo Pasolini, insieme al viaggio dell'uomo e dell'intellettuale, tra amicizie, amori, persecuzioni, lotte politiche e civili, restituito da frammenti di immagini e parole, vecchie fotografie e articoli di giornale, film e documentari, contributi personali e musicali.

PPP sul set di Accatone, 1961, Angelo Pennoni / © Reporters Associati - Roma

Il viaggio dell'uomo che frequentava i margini, amava ragazzi di vita dalle borgata e il linguaggio popolare, al punto da portali alle vette della letteratura e della settima arte.

Il viaggio dell'uomo con un costante e inarestabile bisogno di nutrire l'intelletto e le passioni, capace di vivere “dentro una lirica, come ogni ossesso”, a costo di finire nell'infermo dei reietti scomodi e perseguitati.

In un caleidoscopio di segni e disegni, documenti e testimonianze, scritti autografi, opere d'arte e immagini di vita, film e ricordi, in qualche caso inediti, si articola l'esposizione divisa per sezioni cronologiche, dalla fuga a Roma con la madre, alla tragica e misteriosa scomparsa, che parecchi tentano invano di svelare da quasi 40 anni, e pochi credono ci riuscirà il Pasolini di Abel Ferrara.

PPP e Anna Magnani sul set di Mamma Roma, 1962 © Immagine fotografica dell'Archivio Storico Istituto Luce Cinecitta? srl

Capitolo I - 1950-1954


Un periodo di miseria e scoperte, dalle borgate di periferia ai luoghi di ritrovo dei grandi artisti, con i primi premi di poesia, l'incontro con artisti del calibro di Giuseppe Ungaretti, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Caproni, Giorgio Bassani, Sandro Penna.

Pier Paolo Pasolini arriva alla stazione di Roma con sua madre il 28 gennaio 1950. Ha ventotto anni. E? stato rimosso dall’insegnamento nelle scuole pubbliche ed espulso dal Partito comunista perche? il militante poeta e? stato denunciato per atti osceni con adolescenti in occasione di una sagra a Ramuscello, in Friuli, la regione nativa di sua madre. Lasciano la casa di Casarsa di prima mattina, con il padre ancora addormentato. In un primo tempo Susanna deve fare la governante per venire incontro alle loro necessita?, e Pasolini alloggia provvisoriamente presso una famiglia amica dello zio, a piazza Costaguti, nel ghetto, nel cuore della citta?, a due passi dalla Fontana delle Tartarughe che mostra al sole la nudita? dei suoi efebi luccicanti. Molto presto, madre e figlio, con il padre che li ha raggiunti, si allontanano dal centro di Roma per andare ad abitare nella periferia povera, a Ponte Mammolo, in una casa “senza tetto e senza intonaco” nei pressi della prigione di Rebibbia. Dice Pasolini a proposito dei suoi primi anni a Roma: “io vivevo come puo? vivere un condannato a morte / sempre con quel pensiero come una cosa addosso, /– disonore, disoccupazione, miseria.” Con i mezzi pubblici ci mette tre ore per raggiungere Ciampino, dove ha finalmente trovato da insegnare in un istituto privato per il magro stipendio di ventisettemila lire al mese. Tra i suoi allievi un certo Vincenzo Cerami attira la sua attenzione e la sua simpatia. Diventera? scrittore e sceneggiatore e sara? assistente di Pasolini in Uccellacci e uccellini. Questo periodo di miseria sara? tuttavia illuminato dalla sensazione esaltante che “Roma e? divina”. Scopre il sottoproletariato delle borgate, il suo linguaggio e la sua violenta vitalita?. Un giovane pittore edile, Sergio Citti, diventera? il suo “vocabolario parlante” di romanesco. Questo mondo sconosciuto per alcuni anni costituira? la sua principale fonte di creazione letteraria e cinematografica. Dopo i cauti, furtivi amori friulani, scopre la sessualita? libera e spontanea con i ragazzi di Roma. In compagnia di Sandro Penna, scrittore di turbamenti amorosi con giovani maschi, frequenta le rive del Tevere, fiume che diventa uno dei suoi punti di riferimento simbolici e poetici. Continua piu? che mai a scrivere e ottiene alcuni premi di poesia che lo rafforzano nel credo radicato in lui: la salvezza verra? dal suo lavoro letterario. Comincia a frequentare gli scrittori che ha conosciuto finora da lontano: Giuseppe Ungaretti, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Caproni, Giorgio Bassani...

PPP e Orson Welles sul set di Rogopag, 1962 Pierluigi Praturlon © Reporters Associati - Roma

Capitolo II - 1955-1960


Il periodo ricco di parole, pubblicate con il romanzo dei Ragazzi di vita, scritte con le sceneggiature per Mario Soldati, Federico Fellini e Mauro Bolognini tra altri, insieme all'amicizia con Alberto Moravia, Elsa Morante, Laura Betti, Giorgio Bassani, Federico Fellini.

Con la pubblicazione di Ragazzi di vita, nel 1955, Pasolini irrompe nel cerchio della vita intellettuale e artistica romana. Fa entrare nella letteratura italiana il gergo dei ladruncoli e delle prostitute delle borgate e il dialetto romanesco. Il libro suscita scalpore, ma i suoi nuovi amici lo difendono. In quel periodo comincia a scrivere sceneggiature per Mario Soldati, Federico Fellini, Mauro Bolognini e altri registi. Quello che i cineasti si aspettano dalla sua penna e? la sua conoscenza della vita e del linguaggio del sottoproletariato romano, anche se la prima sceneggiatura a cui collabora (La donna del fiume di Soldati, del 1954) non e? ambientata a Roma. Pasolini entra in relazione con coloro che saranno i suoi amici piu? cari e duraturi, Alberto Moravia e Elsa Morante. Conosce una giovane cantante e attrice, Laura Betti, che lo accompagnera? per tutta la vita, apparira? nei suoi film e nel suo teatro, e sara? il fondamentale punto di riferimento della sua vita sociale romana. Piu? tardi parlera? di lei a Godard come della sua “moglie non carnale”. Le nuove entrate gli permettono di comprarsi la prima automobile, una FIAT 600, e di lasciare il lontano sobborgo di Rebibbia per il quartiere di Monteverde, dove andra? ad abitare nel 1954, in via Fonteiana, con la madre e il padre. Cinque anni piu? tardi trasloca in un appartamento sempre nello stesso quartiere, a via Carini, in un edificio dove vivono Attilio Bertolucci – poeta da lui molto amato – e la sua famiglia. Il giovane Bernardo diventera? suo discepolo e piu? avanti suo assistente in Accattone, prima di girare il suo primo film a ventun anni basandosi su una sceneggiatura scritta da Pasolini per se?, La commare secca. Frequenta l’animato centro di Roma, Piazza Navona, Piazza del Popolo e Campo de’ Fiori, dove vivono i suoi nuovi amici: Alberto Moravia e Elsa
Morante, Giorgio Bassani, Fellini, Laura Betti. Frequenta con loro i caffe? e i ristoranti della zona, fulcro della vita intellettuale romana. Roma, dove e? arrivato con sua madre proprio nell’anno del Giubileo, e? anche la citta? del Vaticano. Il papa Pio XII muore nell’ottobre 1958, dopo diciannove anni di pontificato. Poco dopo Pasolini pubblica una poesia intitolata A un papa, in cui accusa il pontefice di colpevole passivita? di fronte all’ingiustizia e alla sofferenza dei poveri. I versi fanno scandalo e determinano la fine della rivista “Officina”, fondata nel 1955 da Pasolini insieme a Francesco Leonetti, Roberto Roversi e Franco Fortini. La vita sociale di Pasolini e? dunque concentrata nel centro di Roma. Lavora tutto il giorno, ma di notte, scrivera? nel 1960, “la maggior parte della mia vita la trascorro al di la? del confine della citta?, oltre i capolinea, come direbbe, ermetizzando, un cattivo poeta neorealista. Amo la vita cosi? ferocemente, cosi? disperatamente, che non me ne puo? venire bene: dico i dati fisici della vita, il sole, l’erba, la giovinezza: e? un vizio molto piu? tremendo di quello della cocaina, non mi costa nulla, e ce n’e? un’abbondanza sconfinata, senza limiti: e io divoro, divoro... Come andra? a finire, non lo so...”.

Laura Betti nella sua casa a Roma © Dondero

Capitolo III - 1961-1963


Il periodo dell'esordio alla regista, con la trilogia romana di AccattoneMamma Roma e La Ricotta, interpreti come Anna Magnani destinati a conquistare l'immaginario cinematografico internazionale, e i quartieri di Testaccio, del Pigneto, del Tuscolano e del Parco degli Acquedotti, che fanno un ingresso poetico nel cinema italiano.

Con Accattone (1961) l’uomo di le ere Pasolini entra nel mondo del cinema. E lo fa con un grande entusiasmo per questo nuovo linguaggio che, ai suoi occhi, e? “la lingua scritta della realta?”, quella realta? che ama avidamente e che in ognuna delle scene cerca di sacralizzare come regista. Non e? facile realizzare il film dopo il rifiuto di Fellini, il quale non e? convinto delle riprese di prova che gli ha chiesto di girare. Ferito, Pasolini compie un viaggio in India e in Africa prima di trovare un altro produttore che, nella primavera del 1961, gli permette di iniziare le riprese. Quel viaggio gettera? le basi del suo amore per il terzo mondo, un amore che crescera? col passare degli anni. Quando inizia la lavorazione Pasolini non conosce affatto la tecnica cinematografica, pero? ha un’idea molto precisa – ispirata alla pittura del primo Rinascimento – del linguaggio e dello stile che il film dovra? avere. Gia? dalla prima esperienza egli inventa il “suo” cinema, che si differenzia tanto dal neorealismo quanto dalla cinematografi a moderna della Nouvelle Vague. La trilogia romana – Accattone, Mamma Roma, La ricotta – nasce dal suo amore per i sottoproletari, gli stessi che ha descritto e ai quali ha dato voce nei primi romanzi. I quartieri di Testaccio, del Pigneto, del Tuscolano e del Parco degli Acquedotti fanno cosi? il loro ingresso poetico nel cinema italiano. Per il suo secondo film, Mamma Roma (1962), Pasolini vuole Anna Magnani, “la romana” per antonomasia del cinema italiano grazie ai film realizzati nella capitale con Roberto Rossellini e altri registi. Il suo personaggio e? quello di una prostituta con un grande cuore di madre, che abbandona la zona popolare di Casal Bertone per trasferirsi nel nuovo quartiere INA-Casa al Tuscolano, in un’area edificata nel 1961 grazie alla legge Fanfani per l’edilizia sociale. Tuttavia il desiderio, tutto materno, di elevarsi socialmente non salvera? il figlio dal suo crudele destino. La ricotta, realizzato alla fine del 1962, e? oggetto di un clamoroso processo per vilipendio della religione. Da questo momento e fino al suo assassinio Roma sara? per Pasolini citta? di tribunali e di giudici, il luogo in cui si terranno una serie di processi, trentatre? in totale, miranti innanzitutto a mettere a tacere la sua voce: questa voce inquisitoria, critica, incessantemente polemica, voce di una coscienza vigile e ferma che denuncia tutto cio? che in Italia provoca la sua indignazione. Mentre girano La Ricotta conosce un ragazzo di borgata, Ninetto Davoli, apprendista falegname, che sara? il grande amore della sua vita e sapra? accendere in lui gioia e allegria. Da allora Ninetto sara? sempre al suo fianco, nei viaggi e nei film, nel ruolo dell’angelo innocente dai capelli ricciuti.

Silvana Mangano in Teorema, 1968, Angelo Novi © Reporters Associati -Roma

Capitolo IV - 1963-1966


Il periodo segnato dall'acquisto della 'casa della sepoltura', dei film Uccellacci e uccellini con Totò e Davoli, Il Vangelo secondo Matteo e il documentario Comizi d'amore, insieme ai viaggi nello Yemen, in Kenya, Ghana e Nigeria.

Pasolini ha finalmente i mezzi per acquistare un grande appartamento, “la casa della mia sepoltura”, come scrive lui stesso. Lascia allora l’animato centro di Roma per trasferirsi in un quartiere tranquillo e residenziale, l’EUR realizzato nel ventennio. All’inizio del 1963 acquista un appartamento al numero 9 di Via Eufrate, dove porta sua madre, che qui potra? curare il giardino, e la cugina Graziella Chiarcossi, ormai parte integrante della famiglia. Via Eufrate e? accanto alla Basilica dei Santi Pietro e Paolo. Da qui
si puo? ammirare la bella architettura alla de Chirico del Palazzo della Civilta? del Lavoro, costruzione di epoca fascista chiamato il “Colosseo quadrato”. Da questo quartiere edificato su una collina si possono vedere i grandi cantieri edili della periferia, le autostrade in costruzione e, in lontananza, quando l’aria e? limpida e il cielo chiaro, la spiaggia di Ostia e il mare. I due protagonisti di Uccellacci e uccellini (1965- 1966), interpretati da Toto? e Ninetto Davoli, percorrono questi spazi della periferia messi sottosopra dalla costruzione di autostrade e di nuovi insediamenti, allontanandosi sempre piu? dal centro per vagare in lungo e in largo in quel che resta – a meta? degli anni Sessanta – della campagna romana. Roma e? ancora al centro della vita di Pasolini, il quale pero? inizia a prenderne le distanze spostandosi nel Sud Italia (dove nel 1964 ambienta Il Vangelo secondo Matteo), in India dove e? gia? stato nel 1961 in un lungo viaggio con Moravia, e in Africa. Ai suoi occhi il terzo mondo comincia a rappresentare un’alternativa all’Italietta che lo delude, anche se Roma continua a essere il luogo in cui si esprime piu? pienamente la sua “disperata vitalita?”. All’inizio del 1963 compie un viaggio nello Yemen, in Kenya, Ghana, Nigeria. Tra marzo e novembre dello stesso anno gira un film-inchiesta su un argomento tabu? nel paese che ospita il Vaticano, Comizi d’amore. Al volante della sua auto percorre l’Italia in lungo e in largo, microfono alla mano, per intervistare gli italiani sulla loro idea di sessualita?. Le riprese lo portano da Milano a Palermo passando per Modena, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catanzaro, poiche? intende dare conto delle varie mentalita? delle diverse regioni e strati sociali rispetto al tema del sesso. Nel 1977 Michel Foucault pubblichera? un testo in cui manifestera? il grande interesse per questo tentativo di “cinema verita? all’italiana”. Dopo un sopralluogo in Palestina, giudicato deludente, in pochi giorni, al volante della sua auto, Pasolini trova da solo tutte le ambientazioni per Il Vangelo secondo Matteo in Italia meridionale. Il film, dedicato a papa Giovanni XXIII, provoca polemiche al Festival di Venezia, dove comunque vince il Premio speciale della Giuria; il tanto agognato Leone d’oro viene invece assegnato a Deserto rosso di Michelangelo Antonioni. Il Vangelo secondo Matteo viene proiettato anche nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi. In quel periodo, la capitale francese diventa in un secondo centro di gravita? della vita intellettuale del regista. E? come se lui sentisse il bisogno di allargare il dialogo coinvolgendo altri interlocutori, oltre a quelli del suo paese d’origine con i quali peraltro continua a polemizzare regolarmente sulla carta stampata. Pasolini scambia le idee con gli intellettuali francesi piu? autorevoli del tempo: Jean-Paul Sartre, Roland Barthes, Christian Metz e Jean- Luc Godard, dal quale in seguito “prendera? in prestito” gli attori Anne Wiazemsky e Jean-Pierre Le?aud per Teorema e Porcile.

Sul set di Uccellacci e uccellini, 1965 Archivio Storico Del Cinema / Afe © All Rights Reserved

Capitolo V - 1966-1973


Il periodo dell'ulcera e della convalescenza in casa a scrivere tragedie, del disamore per la città cambiata, di Edipo re e Medea con Maria Callas.

Una sera di marzo del 1966, in un ristorante, Pasolini si accascia a terra in un lago di sangue per un’emorragia causata da un’ulcera. Portato d’urgenza in ospedale, trascorre poi un mese di convalescenza a casa, dove scrive le sei tragedie in versi che costituiscono la quasi totalita? della sua opera teatrale. Inizia allora per lui una fase di disamore nei confronti di Roma, per come la citta? sta cambiando e per cio? che essa rappresenta ai suoi occhi. Osserva gli effetti devastanti della societa? dei consumi e della televisione su coloro che al suo arrivo in citta? aveva tanto amato, e che ora hanno perso ogni innocenza. Vede corrompersi la cultura del sottoproletariato romano alla quale si era ispirato per costruire tanta parte della sua opera narrativa e cinematografica. Tutta l’Italia – afferma – e? diventata piccolo-borghese, a eccezione della sola Napoli che non cambia. Nel 1967 e? molto addolorato per la morte di Toto?, fonte della vena comica dei suoi cortometraggi dopo Uccellacci e uccellini. Gira Edipo re in Marocco, a eccezione del prologo – senza dubbio la sequenza piu? autobiografica di tutto il suo cinema – ambientato in Lombardia per evocare l’infanzia in Friuli. Arrivano poi gli avvenimenti del 1968, che in Italia iniziano prima del maggio francese. In una poesia che fa scandalo (intitolata Il PCI ai giovani!!) Pasolini afferma che la sua simpatia va ai poliziotti, per lo piu? figli di contadini che non hanno potuto scegliere un’altra occupazione, piuttosto che agli studenti borghesi figli di papa?. Con questa tesi provocatoria affronta i giovani studenti di Torino dove con Laura Betti mette in scena il suo dramma Orgia. L’unica luce, in questo periodo di disillusione generale, e? costituita
dall’incontro con Maria Callas, alla quale nel 1969 affida il ruolo di Medea nel film omonimo. Gira il prologo in Friuli e con la Callas vive una relazione unica, di intensa e amorosa amicizia.

PPP e Maria Callas in vacanza a Skorpios, in Grecia, 1969, Graziella Chiarcossi-Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti”, Gabinetto G.P. Vieusseux, Flore?ncia (ACGV) / Fondo Pier Paolo Pasolini (PPP) © DR

Capitolo VI - 1974-1975


Il periodo della depressione, della pittura e di quel Petrolio rimasto incompiuto, della trilogia del Decameron, I racconti di Canterbury, e Il fiore delle Mille e una notte, sino a Salò, le minacce di morte, le pressioni politiche e l'assassinio all'Idroscalo di Ostia.

Nel 1971 la notizia che Ninetto Davoli intende sposarsi getta Pasolini in una profonda depressione. Tra il 1970 e il ’74 si dedica alla realizzazione dei film della Trilogia della vita con la dolorosa speranza di ricreare attraverso il cinema un mondo mitico in cui ritrovare la pagana innocenza perduta dei corpi amati al suo arrivo a Roma. Gira il Decameron in Italia meridionale, poi va in Inghilterra per I racconti di Canterbury e in Egitto, Yemen, India, Iran, Eritrea, Afghanistan e Nepal per Il fiore delle Mille e una notte. Una volta terminati questi film si rende conto di quanto fosse volontaristico il tentativo di fuggire dalla realta? del “genocidio culturale” e abiura solennemente dalla Trilogia della vita. Pasolini continua a vivere e lavorare a Roma, tuttavia sceglie due localita? non troppo vicine ma neanche troppo lontane dalla citta? per farsi costruire due case, le abitazioni ideali per l’uomo che e? diventato. La prima, nei pressi di Viterbo, e? un fantasma di casa da scrittore e da pittore – infatti nel frattempo si e? rimesso seriamente a dipingere. E? addossata alle rovine di una costruzione medievale, la torre di Chia, scoperta per caso il giorno in cui girava la scena del battesimo di Gesu? nel Vangelo secondo Matteo, ma che riesce ad acquistare solo nel 1970. Incarna la fuga da Roma e dai suoi mutamenti e un ritorno immaginario al medioevo e alla campagna degli anni friulani. La seconda e? una casa d’amicizia che lui e Moravia si fanno costruire di fronte al mare, sulle dune di Sabaudia. Ma Pasolini sfruttera? poco questa villa, in cui comincia ad abitare solo nel corso della sua ultima estate, quella del 1975.

I due grandi lavori in cantiere di questo periodo sono Petrolio, ambizioso opus magnum rimasto incompiuto, e il film Salo?. Nel primo, un romanzo totale, Pasolini torna a parlare del suo amore per Roma e della trasformazione della citta? nel corso degli ultimi decenni. Durante la lavorazione di Salo? subisce minacce di morte, il furto dei negativi, varie pressioni politiche. Non vedra? l’uscita del film poiche? la mattina del 2 novembre 1975 il suo corpo, atrocemente martoriato, sara? ritrovato in un campo all’Idroscalo di Ostia. Cio? che accadde quella notte non e? stato ancora chiarito; il quadro che emerge dalla confessione di Giuseppe Pelosi oggi non convince piu? nessuno.

PPP sul set di Teorema, 1968 ©Angelo Novi/Cineteca di Bologna

Dal 16 aprile al 18 maggio 2014, sarà la Sala Cinema del Palaexpo, ad approfondire ulteriormente il viaggio nella vasta produzione cinematografica di e su Pasolini, con la rassegna di film, interviste e contributi da ri-vedere o ri-scoprire, in sala, nel formato originale e ad ingesso libero (fino a esaurimento posti), grazie alla collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e molte altre istituzioni, alla quale ho dedicato un approfondimento arricchito da contributi video.

PPP ed Enrique Irazoqui durante una pausa sul set de Il Vangelo secondo Matteo, di fronte al panorama di Sassi di Matera, giugno 1964 © Associazione Pasolini Matera ? Photo, Archivio Notarangelo

Dal 16 aprile al 5 giugno 2014, un ciclo di incontri (anche questi ad ingresso libero fino a esaurimento posti) con autorevoli studiosi dell’opera di Pasolini, e testimoni della sua vita, da Dacia Maraini a Ninetto Davoli, offriranno un ulteriore contributo sulla portata a dir poco rivoluzionaria e internazionale dell'operazione culturale intrapresa da Pasolini. Contributi orfani di Gianni Borgna, critico musicale, saggista, politico e amico di Pasolini, oltre che curatore dell’esposizione insieme a Jordi Balló e Alain Bergala, venuto a mancare lo scorso febbraio.


    mercoledi? 16 aprile, ore 18.30
    Jordi Ballo? e Alain Bergala
    Pasolini, pensatore europeo
    Un'analisi della mostra e delle reazioni suscitate a Barcellona e Parigi dagli argomenti sollevati nel dibattito pubblico che ha caratterizzato le due citta?: l'eterodossia artistica e vitale, la bellezza della marginalita?, la diversita? e il valore delle culture minoritarie, la critica contro gli abusi del potere, le nuove forme di fascismo e il segno profondo che Pasolini ha lasciato nel pensiero europeo.

    giovedi? 8 maggio, ore 18.30
    Herve? Joubert-Laurencin
    Pasolini, citta? aperta
    Il ritorno dall’esilio di Oreste; ecco, forse, un’immagine pura del Pasolini nomade, legato a uno spostamento senza sosta. In Edipo all’alba, prima tragedia scritta da Pasolini, Edipo, davanti al cadavere di sua moglie e madre, la regina di Tebe, pronuncia forse la battuta piu? bella: “Ecco, io sono vuoto: in me / la seppellite”. E? un’idea del posto di Pasolini nel mondo e del posto del mondo in Pasolini. Una variante del manoscritto dice anche: “io sono aperto”. Pasolini: citta? aperta.

    giovedi? 15 maggio, ore 18.30
    Nico Naldini e Roberto Chiesi
    Convocazione alla morgue
    Una visione all’interno e in progress dell’opera di Pasolini, letteraria e cinematografica, nel suo principale elemento: il mondo popolare. La figura e la poetica di Pasolini evocate con l'intensita? del ricordo personale da Nico Naldini, scrittore, poeta e saggista, autore della piu? importante biografia pasoliniana, in conversazione con Roberto Chiesi, responsabile del Centro Studi Pasolini della Cineteca di Bologna.

    giovedi? 22 maggio, ore 18.30
    Emanuele Trevi
    L'India di Pasolini
    Nel 1961 Pasolini si reca per la prima volta in India e l'esperienza cambia per sempre la sua percezione della societa? e dei rapporti tra i singoli. Le emozioni provate sono cosi? intense da spingerlo a scrivere L'odore dell'India, un diario di viaggio divenuto un libro di culto e una delle sue opere piu? importanti. Ne parla lo scrittore Emanuele Trevi, tra gli interpreti piu? sensibili dell’eredita? culturale pasoliniana.

    giovedi? 29 maggio, ore 18.30
    Carla Benedetti
    Il coro tragico e la cronaca
    Nel film La rabbia, Pasolini taglia e rimonta pellicole di un vecchio cinegiornale, commentandole con due voci fuori campo, in prosa e in versi. Questo singolare esperimento di montaggio ricrea la potenza etica dell'antico coro tragico, suscitando negli spettatori la pieta? per cio? che vedono, mentre i notiziari e il moderno flusso delle informazioni producono indifferenza morale e anestesia emotiva.

    giovedi? 5 giugno, ore 18.30
    Dacia Maraini e Ninetto Davoli
    Ricordando Pier Paolo
    Un dialogo semiserio fra Ninetto Davoli e Dacia Maraini sui viaggi, le cene, le chiacchierate, i giochi, che hanno caratterizzato la loro vicinanza con Pier Paolo Pasolini uomo, prima che regista e scrittore.

Laura Betti nella sua casa a Roma © Dondero

Un ricco programma culturale alla scoperta del Pier Paolo Pasolini eretico, poetico e profetico, corredato da due concerti nella sala Rotonda, eseguiti dal vivo al centro dell’esposizione (compresi nel biglietto di entrata), con musica scritte per il cinema e poesie messe in musica, da Morricone a Modugno.


    17 maggio, ore 21.00
    Le canzoni di Pasolini
    con Aisha Cerami e Nuccio Siano
    e con Andrea Colocci contrabbasso, Roberto Marino pianoforte e arrangiamenti, Salvatore Zambataro fisarmonica e clarinetto
    aiuto regia Anna Maria Loliva
    regia Nuccio Siano
    una produzione Associazione Culturale e-performance

    Pasolini raccontato con leggerezza, attraverso il suo amore per la musica e la parola, alta e popolare. Si puo? scoprire la personalita? di questo immenso artista anche attraverso le sue passioni e aldila? della letteratura, del cinema e del teatro: recuperando e restituendo al pubblico la modernita? e la musicalita? dei suoi versi, in particolare quelli composti in forma di canzone. Le voci di Aisha Cerami e Nuccio Siano si fanno interpreti del ricco e variegato rapporto di Pasolini con la musica o, meglio, con la canzone. Canzoni scritte per il cinema, canzonette scritte tanto per divertirsi, poesie messe in musica, firmate da artisti eccellenti quali Morricone, Umiliani, Piccioni, Endrigo, Modugno, Hadjidakis, Fusco e De Carolis, oltre allo stesso Roberto Marino. Uno spettacolo appassionante con musica eseguita dal vivo a far da complemento alle parole e da contrappunto alle immagini proiettate.

    13 giugno, ore 21.00
    Le musiche nel cinema di Pasolini
    con Marta Rossi flauto, Massimiliano Destro, Elvin Dhimitri, Bruno Pucci, Andrea Bergamelli quartetto d'archi Cinzia Gangarella pianoforte e arrangiamenti.

    Lungi dall'essere semplice commento alle immagini, la musica nel cinema di Pasolini ha un ruolo centrale (“la musica e? l'elemento di punta, l'elemento clamoroso, la veste quasi esteriore di un fatto stilistico piu? interno”), in quanto affidataria del messaggio poetico. Di fronte alla ricchezza del repertorio musicale dei film pasoliniani, che va da stornelli e musica popolare alle piu? ampie pagine del sinfonismo orchestrale e corale, il concerto propone alcuni tra i piu? significativi brani musicali cosi? come si presentano nei film (in versione originale e nelle particolari strumentazioni ideate da Pasolini), affiancati da rielaborazioni di canzoni e temi create per l'evento.

17 - PPP e Ninetto Davoli, Centro Studi - Archivio P. P. Pasolini : Cineteca di Bologna © All Rights Reserved

Pasolini Roma, organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con il CCCB di Barcellona, la Cinémathèque Française di Parigi e il Martin-Gropius-Bau di Berlino, con l’appoggio del Programma Cultura della Ue, resta al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 15 aprile al 20 luglio 2014, dalle ore ore 10 alle 20, domenica, martedì, mercoledì e giovedì; dalle 10 alle 22.30 il venerdì e sabato. Biglietti (per tutte le mostre Palaexpo): intero 12; ridotto 9,50 (info: 06 39967500; scuole 848 082408). A memoria di tutto per i posteri resterà il catalogo edito da Skira.

"...Ho vissuto
quella pagina di romanzo, l’unica della mia vita:
per il resto – che volete –
sono vissuto dentro una lirica, come ogni ossesso."
Pier Paolo Pasolini

Pasolini Roma

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