CdA Ivan Strozzi indagato per traffico di rifiuti: rinuncia ad AMA dopo l'invito di Marino

Ama punta su legalità e trasparenza con il nuovo cda Ivan Strozzi, ma il nuovo manager arriva a Roma già indagato per traffico di rifiuti a Messina, il sindaco Marino lo 'invita' a rinunciare all'incarico, mentre avanza l'ipotesi di un nuovo commissariamento.

I rifiuti di Roma sono ingombranti, nauseabondi, indagati, e mentre le indagini sul patron della monnezza Manlio Cerroni, rimestano nel torbido, continuando a portare a galla i miasmi del sistema corrotto che ha reso Malagrotta una città discarica, e i rifiuti di Roma un affare lucroso per parecchi, il sindaco Marino cambia i vertici AMA, puntando su legalità e trasparenza.

La legalità e la trasparenza di un'azienda che ha collezionato scandali, parentopoli, cambi di vertici, aumenti di bollette e pessimi servizi resi, ben evidenti a tutti, anche senza maiali a grufolare tra i cassonetti.

L'azienda municipalizzata al collasso come tutto il sistema di raccolta dei rifiuti 'differenziati male' della capitale, pronta a riscuotere la TARES, e gli entusiasmi di Marino per il nuovo manager Ivan Strozzi, fresco di nomina con il ruolo di amministratore unico, presidente e amministratore delegato della municipalizzata capitolina.

Come ha detto oggi il nuovo Presidente Ama Ivan Strozzi: legalità e trasparenza saranno elementi centrali per i nuovi vertici.

Per l’assessore all’ambiente Estella Marino ..

«L'unico criterio che ci ha guidato è stato scegliere il migliore in questo settore, disponibile a venire a Roma e a mettere mano ad un'azienda con forti criticità, che va risollevata».

Peccato solo che il nuovo manager incaricato di risollevare le sorti di Ama e raccogliere la monnezza della capitale, una figura di riferimento nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, arrivi a Roma già indagato.

Per l'esattezza già indagato dalla Procura di Patti, in provincia di Messina, per traffico illecito di rifiuti, inadempimento di contratti in pubbliche forniture e frode in pubbliche forniture, come ex-amministratore delegato di Enia Spa (azienda multiservizi che operava a Parma, Reggio Emilia e Piacenza, trasformata oggi in Iren), a capo del raggruppamento consortile di imprese Nebrodi Ambiente, che nel 2005 ha vinto l'appalto per la raccolta dei rifiuti stipulato con l’Ato Me 1, composto sin dal 2002 dalla provincia di Messina e 33 comuni.

Una società consortile che la Procura accusa di traffico illecito di rifiuti che coinvolge i vertici dell’Ato e delle società vincitrici, tra questi anche Ivan Strozzi come amministratore delegato di Enia Spa, per un servizio di raccolta effettuato, dalla società consortile Nebrodi prima e da altre sigle poi, tutte sprovviste dei requisiti tecnici e legali di legge, usando mezzi di altre società, in violazione del dispositivo autorizzativo, “non avviando le operazioni di recupero dei rifiuti speciali che venivano conferiti presso centri comunali di raccolta privi delle autorizzazioni, conferendo presso le isole ecologiche rifiuti speciali pericolosi”.

Reati ai quali, per Ivan Strozzi e agli altri amministratori, viene contestato anche l’inadempimento di contratti in pubbliche forniture, “di non aver realizzato gli investimenti previsti in sede di gara, la raccolta differenziata, il servizio portato a porta”, oltre a frode in pubbliche forniture, per aver fatto svolgere il servizio da sigle senza requisiti.

Reati a rischio prescrizione, riguardo ai quali Strozzi ha già condiviso la sua posizione di totalmente estraneo alla vicenda.

“Io arrivai in Enia nel 2006 quando quelle partecipazioni erano già state avviate, non ho avuto alcun ruolo operativo nel contesto siciliano ed Enia aveva partecipazioni minoritarie. Comunque all’epoca del mio insediamento ho avviato subito le pratiche di dismissione di quelle partecipazioni perché non si può gestire, a km di distanza, vicende così delicate. Ho sempre agito, in tutta la mia esperienza professionale con la massima correttezza, comunque non sono mai stato ascoltato da nessuno, ma sono completamente a disposizione degli inquirenti e dei magistrati”.

Tanto estraneo da non preoccuparsene, riponendo la consueta e "totale fiducia nella magistratura" di tanti altri 'colleghi' inquisiti (qualcuno poi anche condannato), e mandando l'atto notificato dai carabinieri di Reggio Emilia lo scorso ottobre direttamente al legale dell'Iren, senza saperne più niente.

“Io arrivai in Enia nel 2006 quando quelle partecipazioni erano già state avviate, non ho avuto alcun ruolo operativo nel contesto siciliano ed Enia aveva partecipazioni minoritarie. Comunque all’epoca del mio insediamento ho avviato subito le pratiche di dismissione di quelle partecipazioni perché non si può gestire, a km di distanza, vicende così delicate. Ho sempre agito, in tutta la mia esperienza professionale con la massima correttezza, comunque non sono mai stato ascoltato da nessuno, ma sono completamente a disposizione degli inquirenti e dei magistrati”.

Così tranquillo da non ritenere di farlo presente neanche al sindaco Marino, che appena appresa la 'cosa', non ha tardata a sfiduciarlo, 'incoraggiando' la richiesta di rinuncio all'incarico

"A seguito della nomina abbiamo appreso di un procedimento penale che lo riguarda direttamente. Siamo sicuri che Strozzi saprà difendersi nelle sedi opportune e che farà chiarezza rispetto ai fatti contestati. Ma l’omissione in più colloqui di questo fatto è gravissima e un rapporto fiduciario non può essere costruito in questo modo. Ho quindi già chiesto a Ivan Strozzi di rinunciare all’incarico."

Una richiesta 'accolta' prontamente da Ivan Strozzi, che ha già lasciando il Campidoglio scusandosi della sua 'leggerezza'

"Mi dispiace per l'equivoco in cui ho indotto il sindaco Marino e l'assessore. Perciò rinuncio agli incarichi in Ama"

Ora non resta che aspettare l'evoluzione della situazione, dopo l'incontro del primo cittadino con il ministro Orlando che "ha dato la sua disponibilità a valutare l'ipotesi di un nuovo commissariamento" e il confronto con gli altri enti competenti.

"Ipotesi subordinata alla presentazione di una programmazione concordata tra regione e comune sul piano rifiuti, alla garanzia di un significativo incremento della raccolta differenziata e a specifiche indicazioni riguardo il supporto industriale a tali obiettivi."

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail