La Tana della Lupa: Il controsenso della Roma per la neve


Dopo lo schianto del secondo tempo di Palermo, che chiude definitivamente le illusioni di gloria di questa stagione, l'ennesimo esempio della schizofrenia di tale squadra non ci stupisce più. Anzi, ad essere sinceri possiamo anche essere soddisfatti di aver raccolto un punto per quanto abbiamo rischiato nel finale.

Ormai le chiacchiere stanno sotto zero, la Roma fa al massimo un tempo decente. In questo caso poi si ritrova anche con un 2 a 0 immeritato (c'era un rigore per il Chievo e il secondo goal di Arnold Simplicio era probabilmente da annullare) sul campo di patate dove la vergogna del gioco era per entrambe le compagini, ma chissà perché il Chievo gioca fino alla fine, la Roma no.

Qualcuno si attacca alla rimessa comica di Taddei, e appunto, "si attacca", perché non significa proprio niente: la palla torna pure a noi prima di ripartire per l'ennesima occasione dei veneti. La verità è che questo gruppo è fatto così, nessuna ghiacciaia può fargli conservare un risultato.

Di sparare ancora su Ranieri francamente non ci va, certo ripete sempre cose senza senso, e lo schema unico lungo gocciolone per Adriano (mini nota positiva, con Mexes, della serata, solo per l'impegno) parte della sua lungimiranza tattica. Ma fa parte tutto dello stessa sindrome antica, quella per cui solo un Olimpico feroce riesce a risvegliare (qualche volta) certe patologie.

Così prepariamoci ad altre trasferte grottesche, e cali piscofisici improvvisi, ad espulsioni folli. Non potremo mai stare tranquilli con i nostri eroi, e c'è da stare pochissimo tranquilli anche sulle partite che si stanno giocando fuori dai campi. L'unica cosa su cui almeno regna tranquillità e pace dei Sensi, è la consapevolezza che anche stavolta non si vince, e con un campionato così modesto, fa solo male.

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