Città della Scienza a Roma: nel 2017 nell'ex caserma di via Guido Reni

Roma guarda al 2017 e alla Città della Scienza, con il progetto di rivitalizzazione del quartiere Flaminio, nell'ex caserma di via Guido Reni.

Sognando l'Europa e musei contemporanei della scienza analoghi al Beaubourg di Parigi o il Technikmuseum di Berlino, Roma ha appena presentato il maestoso progetto pronto ad ospitare la sua agognata Città della Scienza.

Un progetto di riqualificazione urbana dell'area che ospita l’ex caserma Guido Reni, nata nel 1906 come “Stabilimento Militare Materiali Elettrici e di Precisione”, pronta a lasciare il posto al museo, ma anche alberghi, negozi, spazi pubblici, alloggi privati e sociali (?), nel quartiere Flaminio già 'rigenerato' come polo culturale, con il Maxxi di Zaha Hadid, l'Auditorium e il Ponte della Musica di Renzo Piano, vicino allo Stadio Flaminio, il Palazzetto dello Sport, il Villaggio Olimpico.

10mila metri quadri da destinare all'agognata Città della Scienza; 27mila mq. per 200 residenze private, 6mila per70 alloggi sociali (venduti o affittati a prezzi calmierati), 5mila per spazi commerciali, altrettanti per strutture ricettive, e 14Mila per attrezzature pubbliche, stando ai primi numeri snocciolati dal progetto presentato oggi.

Numeri ai quali potete aggiungere anche i circa “350 milioni di euro” stimati per il finanziamento del progetto che nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale e il Mef-Agenzia del Demanio e coinvolge il Fondo immobiliare gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr, realizzato senza costi aggiuntivi per l'amministrazione comunale, anche se il piano finanziario “è ancora da costruire” e non si esclude “l'intervento di operatori privati”.

Un progetto di "rivitalizzazione” del quartiere, che dopo “la revoca della delibera 8 del 28-29 ottobre del 2010” per la valorizzazione economica di 15 caserme della Capitale, “ha quasi completato il suo iter amministrativo”, ma ha ancora bisogno di passare al vaglio dell’Assemblea Capitolina la variante urbanistica, avviare la stesura del masterplan con la Cassa Depositi e Prestiti, e il processo di partecipazione cittadina “per definire le attrezzature pubbliche e rilanciare il progetto urbano per il Flaminio”.

Via | Ignazio Marino

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