No a Roma capitale dell'orgoglio gay: Militia Christi torna a tappezzare Roma di manifesti

La cartellopoli romana oggi si 'impreziosisce' con i poster di Militia Christi che inneggiano «No a Roma capitale dell'orgoglio gay».

Gli sviluppi sulle triste vicenda di Daniele Fulli, ucciso sulle sponde del Tevere, e la marcia di sabato organizzata dalla comunità LGBT contro l'omicidio gay, non sono gli unici eventi ad oscurare la bandiera arcobaleno della capitale.

Il 'vessillo' Rainbow, che dopo aver brillano con le luminarie del centro, fin sotto l'altare della patri, rischiando di sventolare in posti che urtano la sensibilità di qualcuno, gli stessi che trovano 'degradanti anche le unioni civili', ha incoraggiato gli attivisti di Militia Christi a tappezzare la città di poster con motti eloquenti: «No a Roma capitale dell'orgoglio gay» ,

Poster che fanno eco a quelli contro il Gay Pride comparsi a Roma nel giugno 2012, con la foto di Giovanni Paolo II, seguiti da una nota che non lascia spazio a fraintendimenti, riguardo alle intenzioni che celano l'affissione

«presso il Campidoglio, ed i municipi I, XI e XII. Luoghi istituzionali che, in modo particolarmente significativo, stanno incalzando per legalizzare le degradanti unioni civili, nonché per applicare sulle proprie sedi, dal 9 gennaio, quel vessillo Rainbow che - per il disvalore dovuto alle fuorvianti pretese che rappresenta - finisce con l'opporsi alla dignità di quei ragazzi - tragicamente scomparsi - che pretenderebbe invece di onorare»

Un gesto che cita la dimensione autentica delle persone omosessuali ... lontane da impulsi disordinati (quelli della natura umana per intenderci) e riporto per intero per non rischiare di alterare le loro motivazioni.

«Il nostro gesto si colloca, quindi, a difesa non solo della famiglia e della società, ma anche della dimensione autentica delle persone omosessuali, iniziando dalle tante - vicine al nostro movimento - che ricordano a tutti, col prezioso esempio del loro vissuto, che la vera felicità non risiede in impulsi disordinati, ma nello splendore gioioso di uno stile di vita conforme all'oggettiva natura umana. Riguardo le istituzioni, abbiamo prodotto argomenti, proposte, richieste di incontro e confronto. Nel migliore dei casi, cominciando dal sindaco Marino, ci è stato »risposto« con un assordante silenzio, oppure tergiversando, sino ai divieti e criminalizzazioni di legittime iniziative di associazioni e comitati amici. Come avevamo preannunciato al »primo« cittadino, non rimane che la doverosa protesta».

La nota il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, non tarda a far giungere la replica, con la relativa richiesta della rimozione dei poster

«Chiediamo al Comune di Roma di rimuovere i manifesti abusivi di Milita Christi. Si tratta dell'ennesimo tentativo di inquinare con atteggiamenti e parole d'ordine omofobe un dibattito civile e democratico sui diritti civili. Militia Christi non è nuova a questo tipo di azioni che propagandano non un legittimo dissenso ma un sentimento di attacco nei confronti della libertà e della dignità delle persone omosessuali».

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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