Giallo Daniele Fulli morto alla Magliana: arrestato il colpevole dell'omicidio

Le indagini sulla morte di Daniele Fulli continuano, mentre la Squadra mobile ha arrestato per omicidio un tossicodipendente romano. Sabato LGBT marcia contro «efferato omicidio gay».

Le indagini sull'uccisione del giovane Daniele Fulli, e il controllo dei tabulati telefonici, hanno condotto la Squadra mobile all'arresto per omicidio di Andrea Troiso, un romano di 32 anni, che frequenta da tempo la comunità di recupero per tossicodipendenti alla Magliana, ha precedenti per rapina, guida in stato di ebrezza e possesso di sostanze stupefacenti, e aveva conosciuto la vittima da qualche giorno.

Stando agli accertamenti, Troiso ha ucciso Fulli con un cacciavite di 40 centimetri, lo scorso 4 gennaio, nel luogo del ritrovamento del cadavere, probabilmente subito dopo un rapporto sessuale, quindi al momento il movente passionale sembra l'ipotesi più probabile, escludendo la premeditazione, ma le indagini continuano.

Aggiornamento

A tre giorni della scomparsa nel nulla, il corpo di Daniele Fulli è stato rinvenuto senza vita sugli argini del Tevere, con lividi e due fori che non scartano l'ipotesi di omicidio. Sabato marcia glbt contro «efferato omicidio gay».

La ricerca di Daniele Fulli, visto per l'ultima volta il 4 gennaio 2014 nella zona della Magliana, diffonde l'identikit ovunque, da Chi L’Ha Visto? a facebook «Biondo, occhi azzurri, alto 1,70, costituzione robusta, un orecchino al lobo sinistro».

A tre giorni dalla scomparsa, il corpo senza vita del giovane che viveva in via Pieve Fosciana (Magliana) con la madre, una donna originaria di Gesualdo, in provincia di Avellino, è stato ritrovato ieri pomeriggio, intorno alle 15.30, da un romeno che stava andando a pescare, tra i rovi e le canne del greto del fiume, a due passi dalla pista ciclabile di via della Magliana.

Il vigili del fuoco, gli agenti del commissariato San Paolo e gli investigatori della squadra mobile diretti da Renato Cortese, richiamati sul posto, hanno trovato il corpo pieno di lividi con i pantaloni abbassati, e due piccoli fori - all’inguine e al collo, che potrebbero essere stati causati da un proiettile di piccolo calibro.

Accanto al corpo manca anche la borsa grigia con i documenti e il cellulare che il ragazzo portava quando è uscito da casa.

Le indagini in attesa dell'autopsia non escludono nulla, compresa l'ipotesi d'assassinio, mentre sabato alle ore 16 le associazioni LGBT faranno una marcia sul luogo di «questo efferato omicidio gay» (sul viadotto della Magliana), per il ragazzo che scherzava sulla sua omosessualità, faceva il parrucchiere a domicilio, aveva lavorato come volontario al centralino del Gay center per l’assistenza alle vittime dell’omofobia, insieme a Simone, lo studente di 21 anni gay che si è ucciso lanciandosi dal terrazzo dell’ex Pantanella, dopo molti altri.

Tra i particolari macabri della vicenda, anche la zona del ritrovamento, dove il 26 luglio 2007, il ritrovamento di un teschio e ossa umane appartenenti a cinque persone diverse, disposte in maniera da assemblare un unico apparato scheletrico umano completo, spinse la procura di Roma ad aprire un fascicolo per omicidio sospettando la presenza di un serial killer.

Via | Crime Blog

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