La Tana della Lupa: Amleto era della Roma


Essere (non essere non è possibile) tifosi della Roma significa questo. Vivere in una commedia tragica, o tragedia comica, degna del miglior Shakespeare.

Ritrovarsi a cantare sotto la pioggia in una notte di champions, dopo essere resuscitati in un secondo tempo memorabile, che ti fa vincere contro i vice campioni d'Europa, quando ormai tutto sembrava perduto.

Poi capita la chance del destino di rilanciarti definitivamente anche nel modesto campionato italico, dove cadono improvvisamente tutte le rivali. Ed ecco, che a Palermo, dopo un primo tempo comunque giocato discretamente senza meritare lo svantaggio, la squadra improvvisamente scompare dal campo.

La piccola grande occasione si sgretola, e si ritorce contro l'orizzonte giallorosso. Ancora un volta. Diranno che erano stanchi, che avevano dato tutto in quella magica notte, ma il vero tifoso della Roma sa che non è così. C'è qualcosa di molto più beffardo. La sconfitta di Palermo, pur nella sua relativa importanza, rientra di diritto fra le stragi delle illusioni romaniste.

Non siamo, per fortuna, ai livelli folli di Roma Lecce o Venezia Roma (2002) ma il verdetto è simile. Dopo Palermo sappiamo che le residue speranze di agguantare uno scudetto senza padroni sono svanite. E le parole di Ranieri condiscono questa verità.

Non era un match point, sia chiaro, ma perdere così (contro un ottimo Palermo almeno), mollando del tutto, assomiglia ad una resa incondizionata... Ora c'è da rimboccarsi i calzettoni, ritrovare la lucidità e la freschezza, per conquistarsi almeno un posto che conti qualcosa.

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