Roma città chiusa. Il boomerang della contestazione studentesca


Fra tutte le contestazioni e le manifestazioni di protesta, le meno fruttuose per i nostri diritti sono quelle studentesche, da sempre. Purtroppo il "giovane" popolo, pur avendo quasi sempre ragione, rovina tutto con tafferugli da tifoseria.

Questo comportamento permette al politico di turno di trincerarsi ancor di più nei territori blindati, sottratti all'uso pubblico. Peggio. La città viene letteralmente bloccata e tutti diventiamo ostaggio della "sicurezza della casta", mica la nostra.

Anzi, quelli che rischiano restano proprio i cittadini, coinvolti loro malgrado in assalti e posti di blocco, deviazioni impossibili che rendono lo spostamento metropolitano un inferno (più del solito).

Quello che fa rabbia è che la protesta finisce sempre col degenerare in una generalizzazione caotica, ripetitiva. Slogan e guerriglie si confondono in un insopportabile refrain che perde di vista la meta reale e si traduce quindi in papiniani sentimenti reazionari.

Almeno riuscissero in qualche autentica impresa rivoluzionaria, macché, l'unica cosa che si ottiene alla fine di questi giorni di parapiglia, è che subiremo ulteriori restrizioni e, peggio ancora, altre sagre politiche di risposta ad intasare la città...

foto agro.tv edit RR

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