Van sharing e veicoli ecologici: ecco come combattere il carico e scarico merci selvaggio nella ZTL

Carico e scarico merci Centro storico

La scena l'abbiamo vissuta tutti noi automobilisti, almeno una volta. Un furgone (quando non addirittura un camion), piantati in mezzo alla strada o ad ostruire il transito, il conducente che scende di corsa dal mezzo, la mano aperta che fa cenno di aspettare. "Un minuto..." che poi diventano cinque, se non di più. Il traffico paralizzato, i primi accenni di protesta a colpi di clacson. La risposta - braccia allargate e aria sconfortata - solita: "E 'ndò me metto?".

Già: 'ndò se mette un furgone che debba far consegne o caricare da un portone del Tridente o nelle Zone a Traffico Limitato? La domanda dovrebbe essere piuttosto: come c'è arrivato? Con quali permessi, con quali controlli sulle emissioni del motore, quanto può in effetti attardarsi dopo aver consegnato la merce? Tutti interrogativi di cui - speriamo - chiederà conto il (prendete fiato perché c'è da leggere un po') "Piano per la circolazione dei veicoli addetti al trasporto merci e ai servizi tecnologici nelle zone a traffico limitato e nel centro abitato di Roma Capitale".

Approvato ieri 24 novembre dalla giunta del Campidoglio, propone una 'rivoluzione' in cinque punti per migliorare la consegna e il ritiro delle merci. Vediamo quali sono dopo il salto.

1) Razionalizzazione delle piazzole, con particolare riguardo per la zona del Tridente
2) Riduzione del numero dei veicoli in circolazione attraverso l'ottimizzazione dei carichi (oppure)
3) Aggregazione dei soggetti che distribuiscono le merci
4) Cambio di alimentazione dei mezzi verso modalità a basso impatto ambientale
5) Razionalizzazione progressiva dell'occupazione della rete stradale e delle aree di carico e scarico, a salvaguardia comunque, delle esigenze di distribuzione delle merci e dell’espletamento delle attività artigianali e di servizio

Meritano di essere sottolineati soprattutto i punti 2 e 3. L’assessore alla Mobilità Sergio Marchi ha deciso infatti di introdurre il cosiddetto 'van sharing'. In sostanza: più negozianti (soprattutto nel Centro) si accordano tra loro ed utilizzino lo stesso mezzo di trasporto per farsi consegnare o ritirare la merce così da ridurre la circolazione di furgoni, camion e camioncini.

Bella idea, certo. Qualche dubbio sulla collaborazione dei diretti interessati però, ci sembra legittimo. Anche il punto 4 riserva delle sorprese. Un sistema che incoraggi i veicoli a più basso impatto (gpl, metano ed elettrico) con una serie di norme più severe su categoria del veicolo (in base alle caratteristiche emissive), incentivi per favorire il passaggio a tecnologie ecocompatibili e portata del veicolo, con soglie a 35 e 50 quintali.

Ultimo step, la diversificazione dei permessi di circolazione nella Ztl. Due le tipologie: a fasce orarie o a prenotazione 24 ore su 24. Lo scopo è ridurre la concentrazione dei veicoli nelle piazzole (limitate con le strisce gialle). Che però sono insufficienti: già nel 2005 si pensò di aumentarle da 333 a 384, rione per rione. Non se ne fece più niente. Gli addetti a carico e scarico delle merci continueranno a chiedere - retoricamente - 'ndò me metto?

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