La Tana della Lupa: Un campionato da bere...


Il pareggiotto di Torino resta un po' indigesto a tutti. Meglio. Almeno non sapeva e non sa di biscotto. Anzi è stata una partita divertente, di certo non spettacolare, del resto nel campionatino italico è difficile vederne.

Il punto con la Juve ci poteva stare, dopo 4 vittorie di fila. Ovvio, la scorsa stagione c'erano sempre quei minuti in zona cesarone che regalavano tombole perfette, ma dopo quello che abbiamo vissuto fino a due settimane fa, direi che ci possiamo stare.

Che non ci stia qualcun altro, fa più sorridere, perché lascia intuire come si voglia recuperare il ruolo di una volta a rubabandiera. Gli episodi della notte torinese dicono solo che questa Roma ladrona deve sempre subire un furto preventivo prima di ricevere il diritto di una direzione corretta.

Il rigore su Mexes era macroscopico (nemmeno michael jackson riuscirebbe a cadere così per simulare), quello fischiato sul gomito di Pepe è praticamente la fotocopia del primo al derby (ora ce li fischiano, ora..). La scenetta horror nel finale fa più ridere che altro. Non si capisce cosa pretendesse Rockhiellini Balboa. Tutto sommato mancano dei gialli, quindi rossi, in casa juve (Pepe e Melo).

Se proprio bisogna recriminare, tocca a farlo in casa guardando campo e panchina. La Roma sembra aver ritrovato la propria personalità (se svolta c'è stata, più che a Brescia, l'abbiamo intuita con il Lecce) ma manca ancora la spavalderia giusta e soprattutto la buona stella che illumini Ranieri.

Comprendiamo che ora diventi più difficile indovinare uomini e cambi. Ma su quella palla messa in mezzo da Menez (meno brillante del solito) nella ripresa, l'assenza di Borriello si è sentita. Eccome. Vucinic era più spento di Totti, di cui salutiamo il ritorno al goal anche in campionato.

Probabilmente lasciare il capitano (quando esce, stavolta, la Roma tira i remi in barca) e inserire prima Borriello per Mirko sarebbe stato lo scacco matto valido. Inutile comunque fare ipotesi. Teniamoci questi risultati, anche se il vantaggio regalato a inizio stagione ora pesa.

Altrove fanno riflettere certe profezie, e ancora più lontano fanno commuovere certe imprese. Questi scenari prefigurano orrendi orizzonti: Berluscudetto e, dopo Aquilani con una maglia oscena, potrebbe essere il turno di Spalletti sulla panchina del nemico degli ultimi anni. Speriamo che i sogni in sospeso sulle grasse aste che ci raccontano prima di coricarci, non restino le solite favole...

Piccolo aggiornamento. Gli antitottiani ora si aggrappano all'ultima storiella. Gli insulti del capitano a Storari dopo il rigore. Dopo avergli vomitato di tutto addosso per la reazione contro Olivera (chissà perché non si avvedono delle stesse cose fatte da Pandev, solo giallo, o Nesta, nemmeno, all'ultimo derby milanese) ecco la nuova campagna.

Ebbene, i pirlotti non la raccontano, come sempre, tutta. Perché Totti non manda a quel paese Storari così, solo per antica memoria. Ma perché al numero 1 juventino non era piaciuto il gesto del silenzio alla curva dei tifosi bianconeri che avevano punzecchiato il numero 10 giallorosso.

Per altro le posizione di Storari è del tutto legittima come quella di Totti che gli risponde (anche se quel gesto, insegnato da Batigol al mondo, pur comprensibile, è sempre un po' cretino). Ma chissà perché i tottidipendenti, che sono appunto i suoi detrattori più fedeli, vedono solo e sempre quello che vogliono vedere. E' spassoso perché sottolinea l'importanza che questo giocatore ha proprio per coloro che lo ritengono così poco importante.

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