Mobilità Sostenibile a Roma: dove (non) stiamo andando?

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Dopo la settimana Unesco di educazione allo sviluppo sostenibile e i riflettori puntati sulla mobilità, una puntatina al tavolo della polemica sulla Sicurezza del Ciclista, e uno sguardo alle immagini di ordinario caos della Metro esacerbate dal cantiere che dovrebbe migliorarne la funzionalità, viene naturale fare il punto della situazione sulla mobilità capitolina, più insostenibile che il contrario.

Necessità più che virtù, per una metropoli che non può più permettersi di rimanere sotto certi standard Europei, la mobilità sostenibile di Roma sembra dover fare i conti con piccoli progressi e regressi quotidiani, frutto più dei limiti di una mentalità radicata e una coscienza sociale deboluccia, che di quelli strutturali e architettonici di una vecchia città costruita sulle consolari dell’impero romano.

Presentando l’eccellenza della mobilità sostenibile, tra innovazione tecnologica e mercato automobilistico, auto elettriche e ibride, a idrogeno e altre diavolerie creative, il workshop di H2Roma ha offerto l’occasione all’assessore alla Mobilità Sergio Marchi di annunciare l’avvento entro febbraio 2011 delle prossime 100 colonnine per ricaricare i veicoli elettrici, a cominciare da subito nel I Municipio.

Nel tentativo di ridurre il traffico privato in favore di quello collettivo, sul piatto dei successi anche i 40 minibus elettrici e i 20 a metano consegnati all'Atac per il trasporto in centro, insieme ai nobili obiettivi futuri come il rinnovo in tre anni delle linee periferiche Atac, con 80 nuovi bus a partire da settembre.

I progressi della Metro sono letteralmente in cantiere un po’ ovunque, difficile non andarci a sbattere, o rimanere incastrati nel flusso umano che si pigia quotidianamente nei vagoni e riversa lungo i cunicoli sotterranei, situazione che i lavori di ammodernamento non possono che peggiorare, soprattutto in un punto di snodo cruciale come Termini.

Sul fronte della gamma di soluzioni in grado di sostituire la vettura privata, il cammino del car sharing lento e ancora tutto tranne che inesorabile, sembra lastricato di nuove postazioni a partire da gennaio prossimo, ergo da 61 postazioni e 106 vetture a ben 306 auto e postazioni in tutta la città. Il futuro sarà elettrico? Il 2011 sarà l’anno della macchina elettrica, degli eco parking gratis nelle strisce blu, car sharing elettrico, micromobilità, risciò, “botticelle elettriche”? Vedremo.

Al momento gli utenti di Smart ED, l’e-mobility Italy promosso da Smart e Enel, ‘scelti’ tra oltre 2mila candidati, potranno averla a un canone di 480 euro al mese con la possibilità di avere ricariche illimitate da casa o presso le colonnine pubbliche con 25 euro, ma c’è ancora da risolvere il problema dell’alto costo della batteria, dell’autonomia limitata .. e siamo ancora lontani dal futuro a emissioni zero.

Sul Bike Sharing, lontano anni luce dagli standard del resto del mondo per costi, condizioni di utilizzo, fruibilità del servizio, nonostante i nuovi finanziamenti del Comune e la crescita delle postazioni, pesa la mancanza di sponsor, regolamentazione, e piste ciclabili ancora inadeguate, ben lontane dagli ambiziosi traguardi del Piano quadro della Ciclabilità di Roma, e ancora più distanti da quelli che sarebbero ideali per chi la deve attraversare in bici tutti i giorni.

Se sostenibile significa anche sicuro, aggiungete che andare in bici a Roma è pericoloso per tutti, espone ad incidenti e aggressioni che fanno solo tavolate di chiacchiere, mentre per una donna sola il problema si estende anche alla maggior parte dei mezzi pubblici.

Se non lo siete, provate a mettervi per un secondo nei panni di una signora che gira da sola dopo il tramonto (ma spesso è lo stesso di giorno), che viaggia in l’autobus facendo attenzione ad ogni contatto accidentale, scende sotto la metropolitana come fosse l’antro di un drago, pedala guardinga o cammina in strada prestando ascolto all’eco dei passi, e nella migliore delle ipotesi può tirare un sospiro di sollievo solo quando si è chiusa la porta di casa alle spalle. Anche oggi è andata!

L’alternativa all’auto e tutto quello che costa, è potersi permettere un’auto elettrica o eco sostenibile, o taxi sempre più cari (e non sempre sicuri) .. e anche se in pochi arrivano a contemplare questa ‘piccola’ sfumatura della questione (non solo rosa peraltro), una città con un numero elevato di donne tra residenti italiane e straniere, pendolari e turiste, forse dovrebbe tenerne conto mentre pianifica la mobilità del futuro.

Questo solo per per dare una guardo alla direzione intrapresa e magari riflettere su dove (non) stiamo andando ..

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