Incendio a Piazza Vittorio: la gente è indifferente?

Una manifestante e una residente discutono di fronte ai giornalistiRettifica, rettifica: il qui presente "giornalista" (piano, con le parole: chiamatemi titolista etilico, semmai) era evidentemente presente in un momento precedente, di preparazione, alla manifestazione. Che poi si è svolta con discreto successo in seguito, come ha riportato stanotte il TG5. Mea culpa. Ma i concetti espressi restano, e su quelli - se volete - potete esprimervi.

"Ci sono più giornalisti che manifestanti". Questo il commento - divertito ed un po' disilluso - di uno degli stessi giornalisti raggruppati in Piazza Vittorio, per quella che sembrava una manifestazione collegata alla morte della madre e del figlio bengalese, di cui abbiamo parlato stamattina.

Sembrava. Peccato per il numero di presenti: una trentina; di cui i giornalisti, per l'appunto, erano praticamente i 2/3. Che parlottavano fra loro, facendo a turno per intervistare le poche persone nei paraggi. Il momento più emozionante? Un breve battibecco fra una residente accalorata ed alcuni immigrati (calmissimi).

Insomma: perso fra i saldi e i piccoli problemi di tutti i giorni, per il cittadino comune questo incidente lascia il tempo che trova? Pare di sì, a giudicare dalla scarsa partecipazione.

Ma qualche pensiero lo si sente, tendendo le orecchie. Come quello di una signora col giubbotto rosso, che davanti a microfono e telecamera si lamenta di un quartiere - quello dell'Esquilino - ormai abbandonato dal Comune.

- E certo! - le fa eco una signora, capelli bianchi ma molto sveglia. - 'na volta dico ar monnezzaro de pulì, e quello me fa: "Signo', qui non scopiamo: è pericoloso!". E che vor dì, che semo in pericolo pure noi?

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