Roma & Cultura: tra tagli e Musei in Musica

Musei-in-Musica Quando la cultura è uno stile, una filosofia di vita, e una continua fonte di ispirazione, un modo di pensare e vedere le cose, oltre che una professione e magari anche una fonte di reddito, per quei pochi che ci riescono anche se per una strana ironia sono raramente quelli che la fanno, è naturale trovare controproducenti tagli eccessivi alla cultura.

Il problema ovviamente non tocca chi trova la ‘cultura’ un bagaglio inutile, al massimo uno status da sfoggiare e acquistare, a quanti basta quella che dispensa al tv, lontana anni luce dalla "buona maestra" di Alberto Manzi, a chi fa comodo che torni ad essere un privilegio per pochi, e ovviamente tutti quelli per i quali la cultura ‘spocchiosa e niente affatto democratica’ è inaccessibile.

Parliamo di casi limite ma non necessariamente senza speranze, soprattutto quando a Roma occasioni ‘gratuite’ e niente affatto sporadiche come la notte dei Musei in Musica di sabato 20 novembre, offrono il pretesto a tutti per avvicinarsi a qualcosa di sublime e poco accessibile come la musica classica, capace di portare in paradiso anche un povero diavolo, e se lo dice la signora che arriva dalla campagna di Latina per fare le pulizie nel mio palazzo, ci credo ancora di più.

Pensate anche solo per un attimo a quanti operai, impiegati e precari, che traggono ben pochi benefici dalla loro professione (men che mai quello economico), la musica, la pittura, il cinema, il teatro, la fotografia, i libri … offrono emozioni quotidiane, estasi illuminanti, euforie dirompenti (quasi quanto il calcio), soprattutto quando la vita ci va giù pesante.

Peggio ancora in tempi di crisi, quando per arrancare fino al giorno dopo serve il coraggio come l'acqua, la speranza come il cibo, propositi elevati come il sonno, serve uno sguardo capace di spingersi oltre l’abbrutimento dei falsi bisogni e vili obiettivi, oltre i propri affanni, che ingigantiscono ancora di più quando li isoli dal resto.

A voler essere brutalmente pratici tra i tagli agli ospedali e quelli alle scuole, alle biblioteche o ai musei, la scelta sembra semplice, se non fosse che le cose non sono mai semplici o come appaiono, e forse più che un taglio servirebbe una bella ottimizzazione delle risorse e riorganizzazione del sistema.

Lasciando per un momento da parte i paradossi, e quanto Roma e noi romani dobbiamo alla cultura ... pensate alla forza che può dare qualcosa di impalpabile come la musica quando tocca corde che credevamo di non possedere, al senso di sicurezza che infonde l’archeologia che ci sopravvive, alla moltitudine di potenzialità e sorprese offerte dalla conoscenza in continuo divenire, alla singolare energia sprigionata da quello che ferma il tempo, o sposta e moltiplica il punto di vista ..

Potrei andare avanti all’infinito, se ne avete voglia potete farlo voi, ma come al solito c’è anche spazio per chi la pensa diversamente, perché lo scambio è sempre illuminante e proficuo.

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