Forconi romani: aspettando la manifestazione di mercoledì 18 dicembre 2013

Tramonta il sesto giorno del presidio romano del Coordinamento 9 dicembre di Forconi & Co., reduce dal blitz con CasaPound, l'arresto del suo leader, mentre si prepara la grande manifestazione di mercoledì 18 dicembre 2013, con presidio statico ad oltranza in Piazza del Popolo.

Monitorato a distanza dalle forze dell'ordine, il presidio romano del Coordinamento 9 dicembre di Forconi & Co. si prepara a chiudere il sesto giorno di protesta in Piazzale dei Partigiani, tra gazebo, camper, tende, striscioni e bandiere tricolore, mentre i suoi portavoce diffondono il verbo sulla grande manifestazione indetta per mercoledì 18 dicembre 2013.

Il sesto giorno di protesta a oltranza che tramonta su chi si da il cambio per mantenere attivo il presidio, chi continua a distribuire volantini, il blitz di un centinaio di attivisti del movimento 9 dicembre e di CasaPound, che hanno fatto irruzione nella sede della rappresentanza in Italia dell'Unione Europea di IV Novembre, con il volto coperto da maschere tricolore da fantasma, per sostituire la bandiera blu dell'Ue con un tricolore.

Irruzione fermata dall'intervento delle forze dell'ordine, con una decina di manifestanti feriti durante una carica della polizia, l'arresto del vicepresidente di CasaPound Italia Simone Di Stefano, per furto pluriaggravato della bandiera dell'Unione Europea, e la denuncia di una decina di appartenenti allo stesso movimento per concorso nel furto aggravato, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata, insieme al sequestro della scala e del veicolo usati per arrampicarsi sul balcone del palazzo al fine di sostituire la bandiera.

Dal sito del movimento ‘9 dicembre’, parte anche la promozione della nuova manifestazioni di mercoledì 18 dicembre, proclamata dopo il voto di fiducia della camera al governo Letta- Una manifestazione senza corteo, nella legalità, con presidio statico a Piazza del Popolo, sin dalle ore 15.00, allo scopo di evitare vetrine infrante dall'istinto animale per Mariano Ferro, per una festa di popolo per Danilo Calvani, gli unici con Lucio Chiavegato, autorizzati a parlare per il movimento, dopo le polemiche per le frasi antisemite, con l'inopportuna e scomoda definizione dell'Italia fornita da Andrea Zunino, come "schiava dei banchieri come i Rotschild".

"Non faremo nessun corteo perché la situazione è troppo incandescente e vogliamo evitare disordini. La parola 'marcia su Roma' non l'ha mai detta nessuno e non ci sarà. Andremo a Roma da tutta Italia: faremo una grande manifestazione, che sarà una festa di popolo, senza violenza e senza vessilli. Noi resteremo ad oltranza finché la gente che ci governa non se ne andrà. Siamo stati convocati dal governo, ma abbiamo respinto la convocazione. Non trattiamo con un governo e con un Parlamento delegittimato, se ne devono andare e basta".

In merito all'eventualità di un accampamento ed un presidio ad oltranza del movimento dei Forconi in piazza del Popolo, dopo la manifestazione di mercoledì prossimo, il sindaco di Roma Ignazio Marino si è già espresso.

"Non ammettiamo l'idea che ci possa essere un accampamento nella città. Manifestazioni sì, accampamenti no".

A quanto pare però, mentre il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ne valuta la fattibilità, augurandosi che al corteo non prendano parte anche i Movimenti della casa, Danilo Calvani resta da solo a sostenere la manifestazione del 18, mentre il movimento dei Forconi si spacca, e in una nota sul loro sito ufficiale i principali leader tra cui Mariano Ferro e Amedeo Chiavegato, ne prendono le distanze, annunciando di non riconoscere più la manifestazione del 18 a Roma e che nelle prossime ore ne organizzeranno un'altra nella Capitale.

Nonostante Danilo Calvani abbia dichiarato che Casapound e Forza Nuova non manifesteranno con loro, la militanza destrorsa di Casapound ha già confermato la sua presenza in piazza del Popolo, con partenza alle 13 dalla sede in via Napoleone III 8, mentre il vicepresidente Simone Di Stefano, già arrestato e condannato a tre anni con obbligo di firma per avere preso una bandiera Ue per sostituirla col tricolore, ha precisato i termini del loro coinvolgimento nella protesta, sin dall'inizio

"Noi non siamo infiltrati, abbiamo preso parte al movimento fin dall'inizio: senza i nostri simboli ma solo con la bandiera italiana. Questa protesta dovrebbe unirci tutti intorno al tricolore".

Di fatto, mercoledì 18 dicembre, dalle 16 alle 22.30, in piazza del Popolo, la manifestazione indetta del "Movimento 9 dicembre" chiude al traffico piazza del Popolo e le rampe di viale Gabriele d’Annunzio, mentre dalle 14 alle 24 modifica il percorso delle linee bus 117, 119 e 590.

Quello che preoccupa però le forze dell'ordine, e lo schieramento di 1.500 uomini richiesto per domani a Roma, è anche il corteo dei Movimenti per la casa, che dalle 16.30 alle 20.30, sfilano da piazza dell’Esquilino a piazza Indipendenza, passando per via Liberiana, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, largo Brancaccio, via dello Statuto, piazza Vittorio Emanuele II, via Principe Eugenio, viale Manzoni, via Giolitti, via Santa Bibiana, piazzale Porta San Lorenzo, piazzale Tiburtino, via Tiburtina, via dei Marrucini, piazzale Aldo Moro, via delle Scienze, viale dell’Università, viale Castro Pretorio, via San Martino della Battaglia, rischiando come minimo di deviare o limitare il percorso delle linee 5, 14, 16, 38, 70, 71, 75, 85, 92, 105, 140, 217, 310, 360, 492, 590, 649, 714 e 717.

In aggiunta a questo, per ragioni di sicurezza, sino al 20 dicembre 2013, il prefetto Giuseppe Pecoraro ha vietato l'assembramento di Tir vicino ai caselli autostradali, e la circolazione dei mezzi pesanti che non trasportano merci.

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