Settecento euro per convincere le famiglie rom a portare i bambini a scuola

Campo Rom

Per aiutare tutti i bambini delle famiglie rom nel processo di scolarizzazione, il Comune di Roma porta avanti da anni un servizio di mediazione culturale che si offre di prelevare i minori per portarli a scuola. Dal prossimo anno tutto questo verrà a mancare: la giunta del sindaco infatti, ha annunciato pubblicamente che, a partire dal 2011, verranno dati dei soldi direttamente alle famiglie dei minori Rom perché accompagnino questi ultimi a scuola.

Il contributo di 700 euro in realtà, verrà affidato a qualsiasi famiglia a basso reddito con minori a rischio di evasione scolastica, la notizia che sta facendo discutere è che nella categoria rientrano anche i nuclei familiari residenti nei campi. Proteste dalla FP CGIL che, se da una parte guarda con favore all'idea del denaro per le realtà svantaggiate, dall'altra sottolinea la possibilità di ostilità nei confronti di una fetta di popolazione rom percepita come 'privilegiata', ma soprattutto niente più mediazione con le famiglie, lavoro di rete nei quartieri, progetti di autonomia e sostegno didattico.

L'ennesima conseguenza negativa - sempre denunciata dalla FP CGIL - è anche legata al fatto che centinaia di operatori qualificati si troverebbero senza lavoro e tutto il patrimonio di competenze educative e di cultura della mediazione costruito negli ultimi 15 anni dagli operatori sociali e da una parte di società civile, verrebbe annullato.

Ultima ma non ultima contraddizione importante è che i soldi vengano dati direttamente alle famiglie per incentivarle a mandare i figli a scuola: una vera e propria aberrazione anche di ordine legale, in quanto in Italia vige comunque l'obbligo scolastico. Insomma: un'iniziativa che sta sollevando già da ora polemiche e proteste e promette di continuare a mettere in crisi la già delicata convivenza con le realtà rom della Capitale. Voi cosa ne pensate?

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