Cartellopoli Roma: via 4mila irregolari e la 'sanatoria Alemanno'

Con la parziale revoca della delibera 116, a Roma spariscono 4mila cartelloni pubblicitari irregolari e la 'sanatoria Alemanno', in attesa del piano regolatore.

A quanto pare a Roma non c'è decreto e piano regolatore capace di contenere il fenomeno dilagante del cartellone selvaggio, mentre si succedono modifiche, aggiustamenti e parziali modifiche, come quella appena approvata dalla giunta comunale per portare ordine in un settore quantificato dalla banca dati capitolina.

Parliamo di 27mila impianti, 400 ditte operanti nella Capitale, 5.000 impianti “senza scheda” collocati da 70 ditte, dai tremila ai cinquemila cartelloni abusivi, 16 milioni di euro di entrate previste nel 2013 dagli impianti “riordinati” e un milione 300mila da quelli “senza scheda”.

Una nuova delibera che apporta una parziale revoca della delibera n. 116 varata dall'amministrazione Alemanno, che consentiva agli impianti pubblicitari in regola con il Codice della Strada e il Regolamento di pubblicità, ma senza scheda e quindi irregolari, di rimanere sul territorio in via temporanea fino all'adozione del Piano regolatore.

Per il piano c'è ancora tempo, online trovate la proposta elaborata da Aequa Roma che continua a raccogliere osservazioni e idee dei cittadini, per la delibera no, mentre le società che li hanno affissi hanno 90 giorni per rimuoverli, come ha spiegato l'assessore alla Roma Produttiva Marta Leonori

"Abbiamo ritenuto che questa delibera fosse una sorta di sanatoria di impianti pubblicitari senza scheda che occupano la nostra città. Si tratta di circa 4/5mila impianti. Alle società vengono dati 90 giorni per rimuoverli. Se così non sarà verranno rimossi dall'amministrazione che si rivarrà sulle società".

La prima tappa di un cambiamento, l'ennesima varata il nome del rispetto delle regole e del decoro, seguita da molte altre a dire di un soddisfatto Ataos De Luca

"Le tappe successive saranno l'approvazione del Piano regolatore degli impianti pubblicitari e una gara pubblica per mettere al bando un numero di impianti ridotto del 50 per cento rispetto agli impianti oggi autorizzati. I vincitori della gara dovranno farsi carico della rimozione degli impianti abusivi che potranno sorgere nel lotto aggiudicato dalla gara. Questo garantirà a costo zero la lotta al fenomeno dell'abusivismo".

Per “coniugare sviluppo economico e decoro” segue anche la revisione del regolamento di pubblicità per rafforzare le misure esistenti, con multe più salate e impiego di mezzi tecnologici di controllo, ma anche dei piani di localizzazione e dei nuovi bandi di gara per operare la diminuzione del numero e migliore la qualità degli impianti, con adeguamento dei canoni e contrasto all’evasione e all’abusivismo.

Foto | 06blog

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