Studenti in rivolta, dagli scontri con la polizia all'occupazione, dai cortei alle incursioni

La rivolta degli studenti continua, dal convegno sulla green economy, ai cortei, dagli scontri con la polizia all'occupazione del rettorato, da quella delle aule di scienze politiche e Igiene alla richiesta di dimissioni del rettore Frati.

Il convegno sulla green economy tenuto giovedì 112 dicembre all'interno del Rettorato dell'Università La Sapienza di Roma, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, dal capo dello Stato Napolitano al premier Letta (che non si sono presentati dopo aver saputo della manifestazione studentesca), è stato teatro dei primi scontri tra studenti in rivolta e forze dell'ordine nell'ateneo romano.

Scontri che non hanno lesinato cori degli studenti e scritte sul muro del rettorato, cariche della polizia in tenuta antisommossa, lancio di uova, fuochi di artificio, fumogeni, bombe carta, e giovani fermati.

Una spirale di rivolta e scontri violenti, passata dal corteo all'occupazione del rettorato della Sapienza, dalle assemblee alle incursioni, dalle occupazioni notturne delle aule di Scienze politiche e Igiene, alla richiesta di dimissioni del rettore Luigi Frati, colpevole di aver 'fatto entrare la polizia nell'università'.

"Crediamo sia fondamentale che il Rettore si assuma le sue responsabilità e venga riconosciuto per quello che è, il mandante delle violente cariche viste in mattinata. Chiediamo con forza le sue immediate dimissioni, nient'altro c'è da dire su chi riconosce nell'università un mero luogo di accumulazione, di profitto e che apre le porte alla privatizzazione e aziendalizzazione del sapere e della ricerca, oltre che alla polizia".

Atenei in Rivolta e MedicinainMob hanno però già paventato azioni decise in risposta agli scontri...

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