Roma arDente: Isole di Sicilia a Trastevere


Se credevate che Trastevere fosse un posto buono solo per carbonara, coratella e pajata, si vede che non siete mai stati da Isole di Sicilia, un vero e proprio angolo di paradiso a portata di mano. Terzogenito dell’ormai famosissima dinastia di Sicilia in bocca (un nome che è una garanzia), nasce come rosticceria, ma oggi è un vero e proprio ristorante in cui rivivono tutti i colori e i sapori dell’isola più bella d’Italia.

Ed è così che attraverso vetrate artistiche e legno dalle sfumature calde si entra in un susseguirsi di sale in stile rustico chic, introdotte da un carretto siciliano a grandezza naturale e dipinto con colori vivaci, in cui fanno bella mostra di sé il carrello degli antipasti a buffet e soprattutto il pescato del giorno.

La filosofia del posto è quella di proporre un ventaglio di piatti e accostamenti che ripercorrono l’intero spettro delle isole siciliane: senza paura, quindi, ci buttiamo su un’ottima ‘nsalata Pantelleria a base di cous cous alle verdure e menta con gamberi, che ci servono come antipasto.

Gli altri commensali non disdegnano le cozze alla Basiluzz, che in pratica sono gratinate; le panelle, specie di frittelle di ceci; la tuma fritta, che è un gustoso formaggio. Anche i primi sono più che all’altezza delle aspettative: c’è chi sceglie la pasta con le sarde (difficilissima da riprodurre a casa, soprattutto se non si è siculi doc), chi va sul classico con la pasta alla norma e chi gradisce una variazione sul tema risotto con gli spaghetti al nero di seppia.

Per secondo proprio non si può non optare per un bel pesce da dividere a tavola: la nostra preferenza cade su un pesce serra che ci facciamo preparare alla palermitana, ossia ‘panato’ con uno speciale pane cunzato arricchito di capperi, ma la casa ci propone anche l’alternativa alla messinese, cioè con sugo, capperi, cipolla e olive nere.

Il pesce si accompagna con una ‘sgrassante’ insalata di arance, finocchio, sedano e olive nere e innaffiato da un profumatissimo vino bianco locale. Per concludere in bellezza, oltre a evergreen come cannolo e cassata, consigliamo il 'biancomanciari' o biancomangiare (specie di budino) alla cannella e i fruttini ripieni di gelato, ma ci sono anche il babà alla siciliana (solo limone, no liquore), sorbetti e sgroppini al limone, mandarino, melone… praticamente tutta la frutta di stagione disponibile.

Non so darvi indicazioni sul conto, ma conoscendo l’ambiente posso dirvi che il ristorante è di fascia medio-alta. Unico neo della serata è il servizio un po’ grossolano: il cuscino che avevamo chiesto arriva con molto comodo e il personale non è particolarmente attento a servire prima le signore.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail