Roma, foglio di via per Lucio Bertè: il Medioevo dell'ordine pubblico

Foglio di via, valido due anni, per il radicale milanese che difende la Chiesa dei poveri

Lucio Bertè è un personaggio sopra le righe, conosciuto a Milano per essere stato Consigliere in Regione tra le fila dei Radicali e, più di recente, protagonista assoluto di una protesta che si protrae oramai da diversi anni, contro la costruzione di un parcheggio multipiano (quasi completato) a ridosso della mitica Basilica di S. Ambrogio.

In un certo senso Lucio Bertè è una persona che, in questa battaglia, tutela da laico e radicale gli interessi della Chiesa: non esattamente una cosa scontata. Nei giorni scorsi Bertè ha tenuto un presidio (in solitaria) durato diversi giorni e diverse notti in via della Conciliazione, cartello al collo, nella speranza di far arrivare a Papa Francesco un messaggio che sembra la curia milanese abbia deciso di non recapitargli mai.

Per la costruzione del parcheggio multipiano a Milano sono infatti state rimosse le prime tombe paleocristiane del Coemeterium ad Martyres di S. Ambrogio, uno scempio storico, culturale, archeologico e religioso che fu possibile grazie al silenzio, denunciato da Bertè, della Curia di Milano.

Di qui le proteste, perpetrate negli anni, e la decisione di scendere a Roma per denunciare, direttamente al Papa, i fatti meneghini: una protesta cominciata il 5 dicembre ed interrotta dal fermo di polizia l'8 in piazza San Pietro (proprio il giorno successivo la commemorazione di S. Ambrogio). Secondo quanto denunciato da Radicali Italiani Bertè sarebbe stato condotto presso il Commissariato Borgo e denunciato penalmente ex Art. 650 C.P., essendosi rifiutato di togliere i cartelli che motivavano la sua protesta. Non pago ha preteso che risultasse per iscritto la denuncia per disobbedienza all’ordine dell’Autorità.

Ieri il Questore di Roma Fulvio Della Rocca ha decido di firmare il foglio di via per il pericoloso Lucio Bertè:

"[...] foglio di via obbligatorio a Milano con divieto di ritornare nel Comune di Roma senza la preventiva autorizzazione, per anni due e con l’ingiunzione di presentarsi a quella Autorità di P.S. entro giorni uno. [...] il Bertè annovera precedenti di polizia per violazione della normativa sulle sostanze stupefacenti [un "non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste" del Gip di Milano, anno 1999, ndr] inoltre in data odierna, è stata sorpresa dal personale operante mentre in Via della Conciliazione, con l’esposizione di un cartello, manifestava contro la costruzione di un parcheggio a Milano e per via di questo veniva indagato ai sensi art. 18 T.U.L.P.S. e articolo 650 C.P. [...] nel Comune di Roma la medesima [Lucio Bertè, ndr] non ha fissa dimora e non vi svolge alcuna regolare attività lavorativa, si presume che qui si trattenga al solo scopo di commettere azioni che mettano in pericolo l’ordine e la sicurezza pubblica."

Un provvedimento dal suono sgradevolmente stonato se pensiamo che proprio in questi giorni tra scioperi selvaggi, manifestazioni d'ordinaria follia ed altre di ordinaria protesta, assenza ingiustificata dei vigili urbani su strada nonostante le restrizioni alla circolazione ed altre quotidiane odissee cui la pazienza romana è costantemente messa alla prova, certamente non è un Lucio Bertè a rappresentare il pericolo imminente per il quieto vivere nella città, anzi. Se pensiamo poi all'anacronismo del provvedimento, che sa tanto di Medioevo (nel merito e nel metodo), viene letteralmente da sorridere, per non piangere.

Rita Bernardini, che di Radicali Italiani è segretario, ha invitato il Questore a bere, assieme a lei e Bertè, una camomilla: anche due, aggiungiamo noi.

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