Gita fuori porta: a Marino con Santa Lucia

Un appuntamento tra il sacro e il profano nel cuore dei Castelli Romani

È un bel po’ di tempo (pensate: dal 1619!) che Santa Lucia non è più la patrona di Marino (sì, proprio quello della sagra dell’uva e dell’annesso miracolo della fontana), sostituita – peraltro egregiamente – da San Barnaba, eppure la venerazione di questa Santa, protettrice dei ciechi come degli oculisti e degli elettricisti, qui è ancora talmente sentita che ogni 13 dicembre le organizzano imponenti festeggiamenti.

L’antica fiera di merci e bestiame ha ovviamente lasciato il posto a una fila interminabile di bancarelle di varia ‘umanità’ e un classico mercatino di Natale, visto il periodo, che si snoda lungo le principali strade cittadine. Ma il culmine della manifestazione è di carattere religioso e si svolge nell’ex chiesa patronale, ma è un’esperienza suggestiva a livello folklorstico anche per chi non crede secondo me.

Dalla vecchia chiesa patronale che oggi è il Museo civico Umberto Mastroianni, infatti, parte una processione di fanciulle vestite di bianco, diretta alla chiesa di san Barnaba, dove alle 18 si svolge una Messa solenne che inizia al buio. La chiesa viene poi illuminata a giorno dopo che una delle giovani, che rappresenta Santa Lucia, porta all’altare un cero acceso, a ricordare la protezione della Santa per la vista e per la luce.

Non dimentichiamoci, poi, di essere a Marino, nel cuore de Castelli Romani dove potrete gustare tante specialità tipiche della zona, a partire dalla porchetta e dalla romanella, passando anche per il pane di Genzano sul quale arrotolare i tanti salumi che vi serviranno nelle varie fraschette che incontrerete lungo la strada, ma se preferite potete anche gustare un piatto caldo, in genere un primo della tradizione romanesca. E per concludere il pasto non rifiutate mai una porzione di ciambelline pronte per essere tuffate nel vino.

Foto | M. Martin Vicente

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