Roma Amore & Odio in cinque mosse

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Non di partita a scacchi si tratti ma di sana e millenaria competizione tra Roma e Milano, stuzzicata da Gabriele Ferraresi, blogger di Milano per 02blog, e dalla sua segnalazione sulle cinque cose che ama e odia di Milano, alla quale ho deciso di affiancare il punto di vista di una romana su Roma.

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Odio e amo. Forse mi chiedi come io faccia.
Non lo so, ma sento che ciò accade, e ne sono tormentato.

Come per quel gran saggio di Catullo, io ‘Odi et amo’ la mia città, bella come un sogno e laida come il peccato, e il rapporto intenso e tormentato che ho con lei quotidianamente, qualche volta porta anche questi estremi a specchiarsi l'uno nel riflesso e opposto dell'altro.

Il mio cervello non è equipaggiato per le classifiche, ma volendo restringere l’ambito delle priorità all’osso di una top five, e procedendo ovviamente in ordine sparso e casuale, nella sfera degli amori rientra senza ombra di dubbio il senso di rassicurante eternità che, contro la precarietà dell’esistenza, sanno infondere angolini pieni di storia e storie resistiti a millenni di incuria, cupidigia e indifferenza, quanto in quella dell’odio rientra tutto quello che si adopera per minacciarli o distruggerli.

Da esploratrice incallita mi piace anche il fatto che sia una città tanto vecchia e stratificata da non finire mai di sorprendere e stupire con qualche scoperta, tanto ricca di storia, cultura e segreti da essere certi di non arrivare mai a conoscerla del tutto, come una lunga avventura che non finisce mai. Quindi detesto chi continua a ripulirla nascondendo la polvere sotto i tappeti nuovi, e ad imbellettarla lasciando che la superficie soffochi quello che c’è sotto.

Anche soprassedendo sui vantaggi, le opportunità, le proposte culturali e la vasta gamma di stimoli di ogni genere offerti dalla Capitale, è al paesaggio che non potrei mai rinunciare, quello dei viaggi in bicicletta sulle stradine di campagna, via fiume diretti al mare o il panorama da presepe che offre ogni colle, e tutto rimanendo dentro Roma.

Potete immaginare quanto mi faccia in..furiare vederla in ostaggio del miglior offerente, venduta a zolle, trivellata e transennata all’infinito solo per consentire a qualcuno di raggranellare qualche spicciolo. Parecchi spiccioli in realtà. Spesso i nostri.

Altra cosa che amo & odio alla follia di Roma sono i “romani”. Sono una donna cresciuta in quartieri popolari, da Garbatella a Centocelle passando per San Lorenzo, dove le signore si parlavano in dialetto dalle finestre, e andare al mercato e al vini & oli con nonna era come fare viaggi nel paese delle meraviglie, quindi trovo piacevole l’atmosfera gioviale e informale dei romani, quanto sgradevoli gli eccessi spettacolarizzati e osannati degli stessi, amo i “romani de roma” almeno quanto i romanacci come 'categoria merceologica' mi fanno venire le bolle.

Come succede sempre quando cominci a scaldarti ma sei già arrivato alla fine di qualcosa, potrei chiudere questo sproloquio sul mio schizofrenico rapporto con Roma snocciolando un elenco abbastanza prolisso di quello che amo di questa città, come la musicalità del Fontanone del Gianicolo o la vista dai cunicoli del Colosseo, e quello che odio come i bulletti di periferia che impennano sul motorino senza 'sfasciarsi mai le corna' e i signorini ripuliti dei quartieri 'fighetti' che lasciano macchinette troppo costose dove capita, allo stesso livello di odio pur nella loro disparità.

In realtà mi basta affacciarmi in un punto qualsiasi del Tevere per rinnovare l’amore e l’odio quasi atavico che sento per Roma, amore per l’inesorabilità del suo scorrere placido attraverso i secoli, e odio per chi lo usa come una discarica a cielo aperto.

Due amici in tandem facendo una media tra le preferenze di entrambi mi hanno appena inviato la loro lista, per fortuna più sintetica della mia, ma nei commenti c’è tutto lo spazio per le vostre, lunghe o corte. Non è una gara, ma sono curiosa di constatare differenze e similitudini tra Roma e Milano.

Intanto Cip & Ciop da Torpignattara

Amore:
I pranzi in trattoria, le passeggiate al mare (Roma "c’à" il mare), le feste di quartiere, le maratone di film del Cinema Aquila, i sonnellini sul trenino.

Odio:
Trovare le strade chiuse e i sensi di marcia cambiati, pestare cacche di cane (speriamo) sul marciapiede, resistere all’impulso di far ri-pulire con la lingua chi sporca, fare la fila al supermercato, in banca, alla posta, al bar, al cesso (questo valeva doppio).

Voi..

Foto: Flickr

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