Mercati romani: Porta Portese e la mancata regolarizzazione che costa 120mila euro l'anno

PortaPortese2010

Porta Portese, col suo mercato del tutto, è un luogo simbolo di Roma, nel bene ma troppo spesso nel male. Vige da quelle parti, una sorta di statuto speciale che ben rappresenta l'incongruenza romana. Eppure qualcuno ha il coraggio di chiedere quel minimo di ordine che significa anche e soprattutto migliore riscontro economico per il Comune e di conseguenza, si spera, migliore manuntenzione e controllo.

"La mancata regolarizzazione dei venditori ambulanti censiti nel mercato di Porta Portese in attuazione della delibera 124 del 2000, da calcoli effettuati dagli uffici del Municipio fa mancare all’amministrazione comunale oltre 120000 euro di occupazione di suolo pubblico. Soldi che potrebbero essere destinati a migliorare la vivibilità e la sicurezza del mercato".

Lo dichiara in una nota Marco Giudici, consigliere e vicepresidente della Commissione Commercio e Attività Produttive del Municipio XVI del Popolo della Libertà, che aggiunge: "Imporre una tassa a tutti è discorso di buon senso, oltre che di equità e giustizia tra gli operatori del mercato. Inoltre, i residenti del quadrante devono ricevere le adeguate garanzie dall’amministrazione comunale, dal momento che il mercato di Porta Portese rappresenta per loro un grande sacrificio".

Forse Porta Portese sarebbe diversa con gli adeguati controlli, ma chi lo dice che sarebbe peggiore? Giudici poi non ha risparmiato anche l'Assessorato e il Dipartimento dell'Ambiente, perché in tutto il municipio ma soprattutto nelle aree verdi, sembra che solo l'autogestione produca effetti positivi. Non si sa perché a Roma certe zone franche debbano sopravvivere così.

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