Sciopero 9 dicembre 2013: la rivoluzione parte anche da Roma con tanto di inno

Lo sciopero di lunedì 9 dicembre 2013 che promette di bloccare l'Italia, parte anche da Piazzale dei Partigiani a Roma, con tanto di inno adottato dal Coordinamento Nazionale.

Con la capitale già illuminata e festa, per distrarre dalla crisi e le prossime tasse, mentre qualcuno ricorda immacolate concezioni, altri rispolverano gli addobbi dalle cantine, e il mio vicino mi stordisce da questa mattina con la compilation di canzoni di Natale, a quanto pare c'è anche chi si prepara alla rivoluzione, o quanto meno allo sciopero di lunedì 9 dicembre 2103 che minaccia di bloccare il paese con una lotta dura al sistema.

Una sommossa che punta a occupare pizze e strade, bloccando snodi cruciali della viabilità autostradale e tutto quello che la percorre, senza lesinare chi auspica di prendere d'assalto i distributori di benzina, le scorte alimentari e le necessità primarie del paese, da lunedì, che già da solo è un giorno tremendo, ad oltranza per almeno una settimana.

Con un sito ufficiale e un numero incalcolabile di pagine social, da giorni la rete brulica di passaparola, volantini come quello ufficiale, o quello con citazioni ed aforismi attribuiti per errore a Sandro Pertini, minacce e mappe di coordinamento, delle diverse sigle animate da spirito (a loro dire) apartitico e apolitico, che vanno dai famosi Forconi Siciliani al Movimento Autonomo Autotrasportatori, da Forza Nuova ai simpatizzanti e i delusi di Grillo, con No TAV e anti-Equitalia, no global e nostalgici della lira, fin su al vertice del triumvirato dei referenti e portavoce dell’intera mobilitazione Calvani-Chiavegato-Ferro.

Nello specifico, Danilo Calvani milita con i Comitati Riuniti Agricoli, il gruppo dell’Agro Pontino che ha dato vita a Dignità Sociale, Lucio Chiavegato è il neo presidente dell'associazione di liberi imprenditori federalisti europei di L.I.F.E., Mariano Ferro (ex MPA) è il leader dei movimento dei Forconi. Tanto per capire di chi stiamo parlando.

Lo stesso Calvani che in vista del voto di fiducia di mercoledì ha dichiarato

"Se sarà votata la fiducia al governo ed i politici non andranno via, tutti convergeranno su Roma per un'invasione pacifica".

Tutti contro lo stato mafioso e i privilegi della casta, per una protesta che a quanto pare come al solito punta su Roma, e da gruppi regionali si prodiga in raccomandazioni a mantenere la calma, controllare i facinorosi, e rispettare le forze dell'ordine.

I gruppi romani, che coordinano la protesta con tanto di mappa del presidio in Piazzale dei partigiani, non sono da meno.

A quanto pare parte da Roma anche l'Inno ufficiale adottato dal Coordinamento Nazionale per il 9 dicembre, con “Er paese dei balocchi” del pioniere dello StripRap Miguel Cris, un ex Centocelle Nightmare diviso tra lo spogliarello, l'esclusione dal reality Grande Fratello, e le storie di borgata che fungono da ispirazione per libri (Spogliarsi a Quarant’anni e L’altra faccia del pusher di prossima uscita) e testi di canzoni che si commentano da sole, soprattutto quando cita la banda della Magliana, e lamenta fasti perduti indicando il Palazzo della Civiltà Italiana (del lavoro) o Colosseo Quadrato che dir si voglia. Come inno come minimo fa riflettere sulla posizione a-partitica a-politica del coordinamento nazionale dello sciopero del 9 dicembre 2013.

Pescando esasperati sia tra gli sfruttati che tra gli sfruttatori, è difficile fare ipotesi sulla rivoluzione che parte lunedì, anche da Piazzale dei Partigiani a Piramide, ma se siete interessati ad approfondire un po', potete approfittare della segnalazione dei nostri colleghi di Polis Blog.

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