Legge Mancia in Campidoglio, stop all'obolo dei consiglieri

Approvato il bilancio capitolino, manovra da 6,5 miliardi di euro che salva la Capitale dal default. Vittoria radicale: stop alla spartizione di fondi pubblici tra consiglieri

A tarda sera, poco prima della mezzanotte, dopo lunghissime sedute fiume caratterizzatesi da insulti, litigi, manovre di palazzo, alleanze trasversalmente pericolose, silenzi imbarazzanti e battaglie politiche, è stato finalmente approvato il bilancio previsionale 2013 del Comune di Roma: una manovra da 6,5 miliardi di euro che salva, per il momento, la Capitale dal default e lo Stato italiano dall'accollo di parte dei debiti romani.

"Dopo oltre un anno Roma ha il suo bilancio di previsione. Da oggi possiamo finalmente programmare le scelte future di questa città."

ha detto con tono di soddisfazione il sindaco Ignazio Marino, che aveva in questo voto la prima prova reale per la sua amministrazione. Una maratona lunga ben due settimane, all'interno della quale si è anche aperto un giallo degno del commissario Giraldi: la possibile spartizione di 15 milioni di euro tra i vari consiglieri in Comune, una prassi che negli hanni ha garantito il foraggiamento dei bacini elettorali e delle associazioni a sostegno dei vari eletti e un'evidente stortura del gioco democratico capitolino.

A denunciare fu il radicale, eletto nella Lista Civica Marino Sindaco, Riccardo Magi che sul tema non ha fatto nulla di diverso che comportarsi in modo corretto: l'Aula Giulio Cesare nella notte ha cancellato la vergognosa spartizione (solo a Magi furono "offerti" 50mila euro, soldi pubblici che sarebbero stati distribuiti, secondo quanto ricostruito da Sergio Rizzo del Corriere della Sera, ai vari bacini elettorali dei consiglieri tramite gli assessorati).

"La realtà spesso, soprattutto in politica, supera la fantasia e persino la fantascienza. In queste ore mi viene rivolta l'accusa di aver dato una non notizia o una notizia fantasiosa, in risposta alla denuncia pubblica di un lavoro da settimane sulla "manovra d'aula" che avrebbe ingrossato di circa 15 milioni la voce di bilancio "spesa partitocratica".
Aver evitato quest'uso inaccettabile delle risorse pubbliche è un risultato straordinario che va rivendicato da tutti, a partire da questa Giunta e dalla massima parte di questa maggioranza. Ringrazio il sindaco Marino e l'assessore Morgante che mi danno fiducia e forza di superare polemiche e attacchi prevedibili e anche comprensibili e compresi. [...]
Vigileremo con altri colleghi che non ci sia un colpo di coda finale di alcuni irriducibili. Nel frattempo ho fatto richiesta di accesso agli atti relativi ai contributi finanziari erogati negli anni scorsi dal Dipartimento Cultura, dal Gabinetto del Sindaco, dall'ufficio di Presidenza dell'Assemblea Capitolina provenienti dalle "manovre d'aula"."

ha dichiarato questa mattina Riccardo Magi, soddisfatto del risultato storico e del cambio di rotta che, anche grazie al sostegno del sindaco e dell'assessore, è riuscito ad evitare la "manovrina" spartitoria d'Aula e, al radicale, il completo isolamento politico in Consiglio.

A ben vedere la metodologia è sempre la stessa: da parte della stessa maggioranza c'è stato un grossolano tentativo anche di screditare lo stesso Magi ("è un bugiardo", "la sua è una ricostruzione fantasiosa e non veritiera", "Magi è meglio stia zitto", "che volete aspettarvi da questi?", "la realtà fa giustizia di una polemica scritta sull'acqua", solo per citare alcune dimostrazioni d'affetto carpite tra consiglieri di maggioranza e qualche circolo PD); negli anni infatti il radicale non ha fatto granchè per risultare "simpatico" alla sinistra ed alla destra romana, in primis grazie alle battaglie sui manifesti abusivi e sui diritti civili.

Polemiche ex post a parte, il via libera dalla Giunta al bilancio, con il decadimento di tutti e 38mila gli emendamenti presentati, ha rappresentato la chiave di volta per un accelerazione del voto, ulteriormente velocizzato dall'abbandono dell'Aula da parte dei consiglieri pentastellati "per andare a mangiare una pizza" ha detto Marco Pomarici del Ncd, anche se la realtà dei fatti è leggermente diversa. Critico invece il gruppo Marchini, con il consigliere Alessandro Onorato che ha motivato il voto contrario con la totale mancanza di tutela alle fasce più deboli e l'azzeramento delle risorse ai Municipi.

  • shares
  • Mail