Gita fuori porta: lungo la via Francigena nel Parco di Veio


Un appuntamento culturale, che soddisferà la curiosità di grandi e piccini, è quello che vi proponiamo questa settimana per il consueto weekend di fuga dalla città. E stavolta parliamo di cultura rurale, quella in via d’estinzione che, se non cerchiamo di preservarla e di dedicarle appositi spazi, rischia di andare persa per sempre.

Oggi, nel cuore del Parco di Veio, nel territorio del Comune di Formello, località Fontana Rutola, sarà inaugurata la Capanna dei Pastori: un’area attrezzata lungo la passeggiata nel verde e dedicata alla memoria della civiltà pastorale, con annesso stazzo didattico per i bambini.

Il progetto è realizzato in collaborazione con la Regione Lazio nell’ambito delle iniziative riguardanti ‘La via Francigena nelle Terre di Veio’. All’inaugurazione della casa parteciperanno 200 bimbi delle scuole elementari e medie che ne hanno seguito passo passo la realizzazione e che sono stato coinvolti in un racconto speciale della storia di Formello e Veio, i due centri principali dell’area.

Prima di addentrarci anche noi nella storia, peraltro antichissima, di questi luoghi, forse a qualcuno di voi farà piacere sapere che in occasione dell’inaugurazione sarà offerta una merenda tradizionale con preparazione diretta di quagliata e ricotta di mucca ad opera di allevatori locali.

Ed eccoci all’approfondimento storico delle due cittadine in cui faremo tappa nel fine settimana. Innanzitutto Formello, la cui etimologia del nome deriva dal latino ‘forma’, che significa ‘condotto’, ‘canale’ e sta a indicare, probabilmente, il complesso reticolo di cunicoli sotterranei scavati nel tufo che servivano già anticamente al drenaggio delle acque fluviali.

Il luogo più interessante di Formello è anche un monumento tra i più importanti del periodo etrusco: il Tumulo di Monte Aguzzo, una tomba principesca che ha regalato all’umanità un ricco corredo di vasi, tra i quali l’Olpe Chigi e un vaso di bucchero con alfabeto, detto, appunto, ‘il Formello’.

Veio, invece, oggi parte del Parco regionale omonimo, 15mila ettari di terreno protetto delimitato dalle vie consolari Flaminia e Cassia e creato nel 1997, era una città famosissima già nell’antica Roma, quando segnava il confine tra i possedimenti etruschi e quelli latini, dominando la riva destra del Tevere sino alle foce.

In costante rivalità con Roma, specialmente per il conteso possesso delle saline, fu alla fine da questa sconfitta e conquistata nel IV secolo a.C. e definitivamente abbandonata nel I. Secondo quanto giunto fino a noi grazie alla narrazione di Tito Livio, pare che l’assedio veientano da parte di Furio Camillo durò dieci anni che alla fine ebbe la meglio passando proprio attraverso i cunicoli sotterranei degli acquedotti.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: