Aumentano sigarette e fumatori: e a Roma come vanno le cose?

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Sarà che quasi non ci facciamo più caso, ma le sigarette tirano ancora nell'economia di questo e di tanti altri paesi. La lotta contro il fumo fa mercato quanto quella del fumo, e a qualcuno viene pure il sospetto che facciano parte dello stesso circolo, un po' come virus e antivirus alla fiera dei computer.

In Italia siamo nel nostrano gioco dell'aumento quasi mensile, e l'ultimo ritocchino è intorno ai 10 centesimi per pacchetto. Inutile ora aprire il solito dibattito sulla presunta ipocrisia di uno Stato che promuove campagne antifumo e rastrella grana sui suoi stessi viziosi cittadini. Del resto molti paesi applicano identica politica anche per consumi alcolici.

Non è finita comunque, perché gli oncologi italiani chiedono di caricare un'altro euro sul prezzo del pacchetto (nel paniere aggiungono le sedute abbronzanti) quale ''tassa per la salute'' che venga interamente destinata a potenziare gli organici delle oncologie italiane e a ridurre le liste d'attesa.

In codesto scenario di relativa apocalisse per l'ultima ed unica minoranza mal vista dalla società buonista a parole, sembrerebbe incontrovertibile un grosso calo dei recidivi schiavi moderni di ogni classe sociale. Soprattutto se pensiamo a cosa significò la legge Sirchia che calò sulle italiche abitudini come una mannaia.

Invece, sorprendentemente, per la prima volta da quel 2005, il numero dei consumatori di sigarette è tornato ad aumentare (+3,4%). Tale crescita pare sia dovuta soprattutto alla ricaduta di chi aveva smesso. Ed il motivo dell’inversione di tendenza potrebbe essere legato alla crisi economica. Stress, assenza di lavoro, ansia. Accendo una paglia, che mi tiene compagnia...

Da urban blog noi siamo interessati a capire come i romani vivano questo fenomeno. Se davvero, come molti sostengono, il prezzo del vizio può far calare il consumo (ma allora forse bisognerebbe seguire l'esempio drastico del Giappone che tutto ad un tratto, senza mezze misure, aumenta le sigarette del 40%), o se invece questo ricatto produce, come di fatto accade, una caccia al tabacco di contrabbando.

Il paradosso ora sembra proprio questo: Aumentano i fumatori, ma calano le vendite legali. Certo, girando per la città, non si può fare a meno di osservare che le cose non sembrano molto cambiate. Solite file ai tabaccai, soliti capannelli fuori dai locali (per non parlare di quelli che fumano comunque dentro, torneremo sul caso), soliti giri per rimediare le sigarette in nero, solite cicche infinite per terra, solite polemice fumose sul fumo passivo...

Ma allora, quanti sono i romani che provano o hanno provato davvero a smettere? Qual'è il rimedio più efficace? L'invasione delle sigarette elettroniche low cost è solo l'ennesimo placebo? Fumate sempre le stesse sigarette? Avete scelto di "farle" da soli per risparmiare e perdere più tempo tra una e l'altra? Perché è così difficile smettere? Fumare fa ancora, o ha mai fatto "fico"? Coraggio, nessuna risposta fumosa.

Oggi anche altri blog del network parlano del tema: si legge qualcosa sui cugini milanesi di 02blog, per le ragazze su Pinkblog, e per gli amanti dei gadget tecnologici su Gadgetblog.

Foto | Flickr

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