Isole pedonali violate - Fontana delle Tartarughe o dei Bacarozzi?


A costo di diventare ripetitivi come un disco rotto, riprendiamo ancora a battere sul tamburo della sosta selvaggia. Siamo fieri (e grati) di essere seguiti e citati da autorevoli colleghi per la nostra campagna satirica sul fenomeno, ma cominciamo anche a temere che una risata ci seppellirà sotto un bacarozzo...

Ogni giorno, ogni sera siamo costretti a sopportare questo spaventoso delirio di maleducazione e inciviltà che prende sopravvento sulla città, sempre più inerme. Continuiamo a fotografare, a denunciare, ad urlare, a sfottere. Probabile serva a zero, ma proprio per questo vale la pena di combattere "senza sosta".

Torniamo alle isole pedonali violate, che 06 ha addirittura derubricato, e rimandiamo una classica galleria di una sera qualunque, a piazza Mattei, intorno alla Fontana delle Tartarughe, ormai prigiona di vasoni, palle e dissuasori (come se non avesse già la sua ringhiera), ma pur sempre circondata di macchine, distrutta nella sua cornice estetica.

Uno scempio nauseabondo, costante. A cosa serve allora pedonalizzare, riqualificare, ripavimentare? A cosa? A fare piazze che sembrano campi di battaglia, con trincee ed ostacoli per arginare di qualche centimetro l'invasione delle lamiere, che comunque entrano ancora?



Sefano Di Michele sul Foglio (citato da RiprendiamociRoma) parlava di prevalenza del prepotente, derivandola da quella famosa del cretino di Fruttero&Lucentini. Sintesi perfetta: Il cretino invita al potere il prepotente. Ecco come siamo finiti.

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