3 dicembre 2013, a Roma flash-mob per le vittime di Lampedusa

Il Comitato 3 ottobre in piazza Montecitorio ricorda le vittime delle strage di Lampedusa: "Porta e accendi una candela"

Sarà certamente un momento di grande commozione quello che domani sera le cronache nazionali registreranno da piazza Montecitorio a Roma, alle ore 18: il Comitato 3 ottobre, nato l'indomani del dramma dei migranti naufragati ed affogati poco a largo dell'Isola dei Conigli, nel mare di Lampedusa, ha organizzato per il 3 dicembre un flash-mob proprio davanti la Camera dei Deputati.

L'occasione sarà preziosa per commemorare non solo le 366 vittime del naufragio, ma anche tutti quegli uomini e quelle donne in fuga dal proprio Paese, che dal mare non hanno più fatto ritorno, ma non solo: il dramma dei cittadini cinesi morti carbonizzati nell'incendio del capannone di Prato, dove lavoravano e vivevano, i drammi quotidiani che molti immigrati, regolari e non, subiscono per una paga da fame.

Sulla falsariga di quanto avvenuto a Parigi ieri (qui il video), piazza Montecitorio sarà domani illuminata dalla calda luce delle candele.

Il Comitato 3 ottobre si pone come obiettivo l'istituzione della "Giornata della Memoria e dell'Accoglienza" (presentata ai gruppi parlamentari di Camera e Senato come proposta di legge) per ricordare tutti i migranti morti nel tentativo di fuggire dalle persecuzioni, dalle dittature, dalla guerra e dalla miseria: morti nella ricerca di libertà, lavoro e dignità, morti unicamente perchè speravano in una vita migliore di quella che il fato ha loro congenitamente riservato.

Al Comitato hanno aderito numerosi giornalisti che quella tragedia l'hanno raccontata, ma anche don Moussie Zerai e autorità come il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini: un'idea nata trasversalmente, per pensiero e professione, ma che è stata abbracciata da un gran numero di persone che puntano oggi a tenere viva la memoria, cosa che lo Stato non intende, o non riesce, a fare. Venerdì scorso, proprio di fronte al Tribunale di Agrigento, il Comitato è tornato a chiedere allo Stato una risposta ai parenti delle vittime:

"[...] Nonostante le ripetute promesse seguite alla tragedia, le procedure per il riconoscimento dei corpi non sono mai state avviate. Ancora oggi nella Questura di Agrigento continuano ad arrivare da tutta Europa i congiunti dei dispersi in cerca di certezze, ma tornano indietro senza risposta. Ove necessario, i parenti delle vittime si dichiarano anche disponibili a sostenere i costi dei test del Dna purché siano messi in condizione di sapere con certezza dove sono sepolti i loro cari."

Il trattamento riservato dallo Stato alla memoria di quei migranti è stato, se possibile, peggiore della morte stessa, con i carnefici che commemoravano le vittime: le promesse di un funerale di Stato non mantenute, la tumulazione di moltissimi corpi in tombe senza nome, senza riconoscimento, senza alcuna cerimonia, i proclami fatti mentre ancora le lacrime salate rigavano il legno delle bare nell'hangar dell'aeroporto dell'isola siciliana, le fumose promesse, del governo italiano e dell'Europa, che hanno preso il largo senza bussola, la fantomatica Operazione Mare Nostrum che, quando si ingrossa il mare, perde di efficacia.

Il flash-mob di domani in piazza Montecitorio, portate ed accendete una candela, serve a ricordare tutto questo, per non perdere quel filo di civiltà che unisce Europa ed Africa e, più in generale, l'Europa al resto del mondo, tenendo sempre presente che fino a quando l'uomo abiterà la terra esisteranno i migranti.

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