Dove portare i rifiuti ingombranti a Roma? Da oggi non solo alle isole fisse ma anche ai punti di raccolta mobile Ama

Un tempo esistevano solo le isole di raccolta fisse: poche, sparse nelle periferie di Roma e difficili da raggiungere. Tanto è vero che purtroppo, chi doveva disfarsi di un rifiuto ingombrante, una Tv fusa, un frigo usato, un vecchio divano, spesso preferiva buttarlo in strada e chissenefrega se nasceva una minidiscarica abusiva... Ma dal 12 ottobre in poi, in 184 vie e piazze di Roma, è possibile disfarsi di questa mega spazzatura in un altro modo: nei nuovi punti di raccolta mobili dell'Ama.

Finalmente una buona notizia sul fronte della pulizia cittadina. Ama ha infatti inaugurato il nuovo servizio delle postazioni mobili di quartiere, che copriranno tutti i 19 municipi della città per un totale di 400 appuntamenti al mese.

I punti mobili dell'Ama svolgeranno la raccolta di rifiuti di grande e media dimensione, comprese le apparecchiature elettroniche, a cadenza settimanale o quindicinale, dal martedì al venerdì in un arco orario compreso tra le 12.30 e le 19.30 (il sabato tra le 9 e le 16.30). Ogni via e piazza coinvolta vedrà la presenza dei punti mobili in un orario differente ma i cittadini potranno conoscere le date, gli orari ed i punti dove si fermeranno i mezzi Ama attraverso un milione di opuscoli distribuiti nelle case e grazie al sito www.amaroma.it.

"Questo nuovo servizio - ha spiegato l'Ad di Ama, Franco Panzironi - sarà gratuito ed aggiuntivo rispetto alle iniziative già in campo come gli appuntamenti domenicali e le isole di raccolta di ingombranti fisse. L'obiettivo è coniugare il decoro urbano, evitando il crearsi delle 1500 discariche abusive che abbiamo trovato, e l'aumento della raccolta differenziata".

Secondo l'assessore all'Ambiente del comune di Roma, Fabio De Lillo "i punti di raccolta mobili sono un'iniziativa innovativa, una delle prime di questo genere in Italia. Quello a cui miriamo è rendere ancora più facile lo smaltimento degli ingombranti aumentando il decoro della città. Ora non ci sono più scuse o alibi".

Foto: Flickr

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