Vittorio Gassman: 10 anni di nostalgia

Davanti alla sua lapide aperta come una pagina di storia del cinema che recita “non fu mai impallato”, ci passo spesso quando vado al Verano, e Vittorio Gassman a dieci anni delle sua scomparsa manca, come mancano tutti i grandi attori contemplati dai vari tour del cimitero che la storia non rimpiazza.

Manca il truffatore dai mille volti, altrettante maschere e dialetti, uno più indimenticabile dell’altro, soprattutto quelli ignoti, il mattatore impenitente, il mostro suonato e l’antieroe spaccone e vigliacco, spudorato e gaglioffo, dal riso amaro e lo sguardo da folle, che recita menù come fossero la Divina Commedia.

Al decennale omaggiato con tanti eventi e iniziative non manca però un'ampia raccolta di fotografie e recensioni, interviste e copioni, manifesti e locandine, appunti, poesie, registrazioni audio e video dell’uomo e del divo, messe a disposizione di studiosi e appassionati dalla Famiglia e dalla Fondazione a lui intitolata.

Anche il CSC-Cineteca Nazionale dedica all’attore che si è guadagnato un posto d’onore nell’immaginario collettivo, e nel cuore di tanti italiani e romani, la retrospettiva "Vittorio Gassman, un mattatore scatenato", e la carrellata di film proiettati al cinema Trevi fino al 27 ottobre.

Tante pellicole da ri-guardare sul grande schermo, da Riso amaro di Giuseppe De Santis a Frenesia dell'estate di Luigi Zampa, da Fantasmi a Roma di Antonio Pietrangeli a Kean genio e sregolatezza dello stesso Gassman, da L'arcidiavolo di Ettore Scola a I soliti ignoti di Mario Monicelli, da Due pezzi di pane di Sergio Citti a Profumo di donna di Dino Risi ..

La grande guerra di Mario Monicelli, L'armata Brancaleone di Mario Monicelli, C'eravamo tanto amati di Ettore Scola, Il sorpasso, Il Mattatore e I Mostri di Dino Risi ...

.. e tanti altre pellicole che ci ricordano perché ci manca tanto questo istrione che ci ha fatto amare personaggi scomodi e guardare in modo diverso quello che conosciamo bene, e magari detestiamo.

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