Pizzardoni o asini? I vigili romani beccati da Le Iene


La cosa più tragica di questo esilarante servizio de Le Iene, andato in onda mercoledì sera in prima serata (la replica domenica notte), è che a noi romani non stupiva affatto, faceva solo ridere, a tratti, e ci ricordava simili dialoghi alla Totò, che magari abbiamo vissuto con diversa allegria...

Sull'ignoranza e sull'incompetenza della Polizia Municipale di Roma ci siamo espressi più volte. Le loro celebri imprese, allucinanti quando non sono comiche, sono note (per meglio dire multe) a tutti i cittadini che non hanno avvocati in paradiso.




Quello che però è bene sottolineare all'Italia catodica, nel classico reportage a bruciapelo delle Iene, non è tanto la totale ignoranza dei pizzardoni, ma la loro tracotanza, la tipica reazione menefreghista se non aggressiva di questi pseudo direttori del traffico. Perché qui non si tratta solo di autovelox che taglieggiano i motorizzati. Qui c'è tutto il disagio del rapporto cittadino-amministrazione.

A quanti di noi sarà capitato di discuterci, anche per una timida informazione, e la risposta sarà stata spesso condita da tale atteggiamento di superiorità sul patentato medio, quando con il politico o il capoccino di turno c'è il servilismo più vile. E questo che fa letteralmente schifo.

I due in moto sono esemplari ("vada da Feltrinelli"), come il classico capiscione romano che fa pure il dotto: "Einstein diceva che non c'è bisogno di sapere le cose", ma il migliore rimane il verdoniano "Ahò, io mica sto a fà er Mago de Oz..!". Del resto la drammatica chiosa col comandante Giuliani è la perfetta ciliegina sulla torta, anzi sulla pizza, cioè sui pizzardoni e su di noi...







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