La settimana dei Municipi: polemiche su immigrati e riforme di Roma Capitale

marco aurelio

Ieri si è svolta la prima seduta dell'assemblea capitolina che ha preso il posto del Consiglio comunale di Roma. "Convochero' nei prossimi giorni i presidenti dei municipi romani, nella sede del Municipio XIII”, ha detto Francesco Smedile, presidente della Commissione Speciale Riforme Istituzionali Roma Capitale.

In attesa di sapere in concreto cosa cambierà per i Municipi, si registrano già le prime polemiche sulla decisione adottata nel decreto di Roma Capitale di ridurre i Municipi di Roma a 15 (invece degli attuali 19).

“Sono decisamente perplesso sul metodo cui si e' giunti a questa decisione e sull'efficacia di questa riforma e mi chiedo quali siano le motivazioni che giustifichino questa scelta, che sono convinto avra' riflessi negativi sulla qualita' della vita dei cittadini", ha detto in una nota il presidente del Municipio XV, Gianni Paris.

L'altra notizia della settimana, che ha fatto il giro delle cronache nazionali di tutta Italia, è l'affermazione dell'assessore alle politiche educative e scolastiche Laura Marsilio alla scuola Pisacane (Municipio VI), secondo la quale i figli di immigrati, pur se nati in Italia, rimangono stranieri.

"Ci sentiamo in piena sintonia con le dichiarazione dell'assessore Laura Marsilio. E' assolutamente inconcepibile che ci sia una prima classe formata esclusivamente da alunni provenienti da paesi stranieri, frutto chiaramente di scelte didattiche ed ideologiche sbagliate, portate avanti negli anni precedenti dai dirigenti scolastici della scuola", sostengono Maurizio Politi, Daniele Rinaldi e Flavia Siviero, consiglieri Pdl del Municipio.

Queste posizioni sull'immigrazione devono però fare i conti con il dato di fatto della crescita del numero degli immigrati, e con le esigenze portate avanti dalle loro comunità. In primis quella religiosa ad esempio, se è vero che a Roma stanno sorgendo delle 'moschee' improvvisate.

E' accaduto ad esempio nel Municipio XV, in via Serbelloni, dove si calcola che il venerdì si riuniscano a pregare fra i 500 e gli 800 fedeli musulmani, divisi in due differenti numeri civici.

La loro spiegazione: Non tutti hanno la possibilità di arrivare fino alla Moschea grande di Roma (30mila mq), l'unica costruita in Italia, per ora. E allora si costituiscono 'associazioni culturali' nei cui locali si pratica il culto.

Per Augusto Santori, consigliere Pdl del Municipio XV, è “l'incubo di vivere con il costante andirivieni per via di una moschea abusiva sita all'interno del proprio palazzo, costituita apparentemente come centro culturale ma che pero' oramai ha invaso la quotidianita' di decine e decine di residenti della Magliana".

Foto | Flickr

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