Fausto Coppi. Il Campionissimo al Vittoriano di Roma

Fausto Coppi. Il Campionissimo

Appurato che a Roma la cultura della bicicletta viaggia ancora lungo sentieri impervi, e spesso fuori ciclabile, per scelta e/o mancanza di alternative adeguate, e la capitale sembra più a suo agio con le commemorazioni che con la mobilità sostenibile, a 50 anni dalla morte di un simbolo delle faticose arrampicate e delle pedalate da record come Fausto Coppi, il Vittoriano ha aperto le porte ad una grande mostra dedicata al ciclista.

"Fausto Coppi. Il campionissimo" ospitata nella sala Zanardelli del Complesso fino al 31 ottobre 2010, ricorrendo a foto e memorabilia, documenti e filmati, raccolti nel catalogo edito da Gangemi a cura di Luciano Asborno, parla certo di fuoriclasse, di corse e traguardi, di sport e di momenti di gloria, ma soprattutto parla di un uomo fuori dagli schemi, con uno stile di vita legato a doppia mandata alle due ruote di una bicicletta.

Un esempio insomma, ancora più importante in un epoca in cui la comodità batte la fatica "4 a 0" (con lo stesso effetto sul morale di Italia-Germania) e il valore di un uomo sembra direttamente proporzionale con quello del suo conto in banca, indipendentemente dalla provenienza delle risorse.

Fausto Coppi. Il Campionissimo

Un simbolo che sarebbe ancora più educativo non limitarsi a ricordare, anche se le mostre sono belle da guardare e la musica sa essere contagiosa, dal “Coppi” (1988) di Gino Paoli al Bartali di Paolo Conte (nei video a seguire).

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