Google StreetView entra al Colosseo: il triciclo di Mountain View nei principali siti archeologici di Roma

Google Colosseo Fori

Per entrare dove l'automobile non avrebbe potuto, hanno costruito "Trikle": un triciclo. Lo guida un ragazzo di Napoli, Andrea Miranda che sta pedalando da qualche giorno all'interno dei principali siti archeologici della Capitale. Nove telecamere e tre laser per offrire la visione a 360 gradi a cui si aggiunge quella in verticale fino a 290 gradi. Chi c'è dietro lo avrete capito: Google.

"Street View", l'applicazione che ci permette di vedere sul monitor le strade di - quasi - tutto il mondo, ora vuole spingersi oltre e portare nelle case di tutti anche i più importanti luoghi internazionali della cultura. Dopo Versailles e Stonehenge, Praga e l'Olanda è la volta dell'Italia: prime a sottoporsi allo sguardo indiscreto, una serie di città d’arte come San Gimignano, Cortona, Siena, Arezzo, Volterra, Urbino, Venaria. Ora tocca a Roma.

Seguirà la Campania con il "trikle" in giro per Pompei e poi, Ercolano e la Reggia di Caserta. La realizzazione delle riprese è condotta in accordo col Ministero dei Beni Culturali che ha indicato allo staff di Google i siti più idonei. Non solo il Colosseo, infatti. A novembre saranno disponibili le immagini delle Terme di Caracalla, del Palatino, dell’Appia Antica, di Gabii e le ville di Tivoli.

Maggiori accortezze del solito, 'stavolta non solo per rispettare la privacy dei passanti ma anche per restituire i luoghi il più possibile privi della presenza umana. Durante le riprese del Colosseo, un 'centurione' troppo mattiniero è finito nel campo d'azione del Trikle e verrà quindi rimosso 'artificialmente'.

Non è l'unico accordo stipulato con il Ministero dei Beni Culturali: contemporaneamente Google sta digitalizzando un milione di testi scelti tra quelli contenuti nelle due biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Un'iniziativa importante per contribuire alla diffusione - gratuita - della cultura.

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