Gita fuori porta: a Oriolo Romano per la Sagra del fungo porcino


È un prodotto della terra, rappresentante vivente dell’autunno, stagione in cui, ahinoi, dobbiamo arrenderci a entrare: è messer lo fungo porcino, a cui Oriolo Romano, piacevole paesino della provincia di Viterbo, dedica la sua sagra annuale.

E vista la grande produzione che si prospetta quest’anno, vi consigliamo proprio di farci un salto: l’appuntamento dura una settimana (quindi due weekend di seguito, anche il prossimo), ma io mi sbrigherei prima che finiscano i piatti migliori!

Protagonista del menu non poteva che essere lui: il fungo porcino in tutte le sue declinazioni. Per cominciare, bruschetta alla crema di porcini, poi le classiche fettuccine, spezzatino o arista ai funghi, porcini fritti, e persino il pane impastato con questa prelibatezza che ci regala la terra.

Se non amate i funghi (allora che ce siete venuti a fa?), potete optare per sapori di mare e di terra, con salsicce, braciole e ventresca cotte alla brace, fettuccine al ragù e bruschette al pomodoro.

Mentre divorate queste delizie, datevi un’occhiata intorno: la sagra si svolge nella splendida piazza Umberto I, dove si affaccia Palazzo Altieri (già Palazzo Santa Croce), sul quale si legge quello che potrebbe essere definito l’atto di nascita del paese: “Giorgio Santa Croce quinto signore di Viano, figlio di Onofrio, disboscò la selva di Manziana, e condottovi i coloni nell'anno 1562, rese frequentata la strada Claudia, dotò di mura il castello di Oriolo, edificò la chiesa di S. Giorgio (1570), edificò questo palazzo”.

Al centro della piazza, sempre che non sia troppo coperta dalle bancarelle, la Fontana delle Picche, realizzata su disegno del maestro Jacopo Barozzi da Vignola. Nelle vie principali del centro, se vi fa piacere una passeggiata, troverete, inoltre, un mercatino di prodotti tipici del territorio, a base di fungo porcino e non solo.

Interessante, soprattutto per noi cittadini che spesso ignoriamo completamente la dimensione rurale, anche la Mola del biscione, un antico mulino costruito da Giorgio Santacroce, il fondatore di Oriolo. Oggi ne sono rimaste, e sono quindi visibili, solo le antiche mura e i canali che trasportavano l’acqua verso il fiume Mignone.

Ma la provincia di Viterbo non delude mai, soprattutto se preferite un’immersione nel verde: se non è troppo caldo vi consigliamo due passi a Le Olmate, un insieme di viali alberati che uniscono il paese a Montevirginio, una frazione del vicino e altrettanto ridente Canale Monterano.

Oppure fate la vostra iniezione di natura nella Faggeta, un bosco di faggi davvero stupendo (se non ne avete mai visto uno dovete rimediare assolutamente) che fa parte del Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano-Martignano.

Foto | Flickr e Sagra di Oriolo

Oriolo Romano, Sagra del fungo porcino
Piazza Umberto I durante la Sagra del fungo porcino

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