Il Mondo che non vedo: archeologia industriale abbandonata e degradata al Museo di Roma in Trastevere

Il mondo che non vedo

L’evoluzione umana e il cosiddetto progresso, che sappiamo essere anche tenacemente involutivo, hanno l’inevitabile tendenza a lasciarsi dietro le macerie di un passato dismesso e abbandonato, insieme a lacerazioni profonde che le trasformazioni urbanistiche e architettoniche sembrano incapaci di assorbire del tutto, pur celandole allo sguardo assuefatto dell’'uomo della folla'.

Sguardi e percezioni per i quali Fabiano Parisi ha scovato e fotografato gli spazi e le architetture de “Il mondo che non vedo”, le fabbriche dismesse come gli uomini che le abitavano, ma anche i luoghi di ritrovo sociale e aggregazione collettiva abbandonati insieme a tante consuetudini.

Luoghi erosi e frantumati, solitari e malinconici, come le atmosfere della raccolta di poesie di Fernando Pessoa alle quali si ispira il titolo della mostra, ospitata al Museo di Roma in Trastevere dal 9 al 26 Settembre.

Il mondo che non vedo
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Una panoramica di spazi pieni di vuoti, tessuto edilizio in via di abbattimento, e riflessi ottimi per accendere riflessioni su quell’archeologia industriale abbandonata e degradata che ha finito per caratterizzare il paesaggio delle nostre città.

Fotografie di fabbriche applicate su ferro con tecnica mista e resine, e luoghi di ritrovo come case aristocratiche, sale da ballo, chiese, cripte, teatrini, scuole .. applicate su legno con tecnica mista, resine, e incorniciati, accompagnate da un catalogo a colori di circa 48 pagine, edito da AP Editore con testo critico di Chiara Canali e Claudio Composti, e un apparato iconografico di circa 30 immagini.

La mostra “Il mondo che non vedo” promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma e dall’Associazione Culturale Officine Fotografiche, sarà inaugurata mercoledì 8 Settembre 2010 alle ore 18.00, mentre venerdì 24 settembre, alle ore 18 la conferenza del Prof. Arch. Antonino Saggio della Facoltà di Architettura L. Quaroni, Università di Roma La Sapienza, si focalizzerà su “Le aree dismesse dalla industria. Una grande crisi e una grande opportunità per il mondo contemporaneo. Il punto di vista della ricerca architettonica”.

Una mostra da non perdere se se siete a caccia di stimoli, riflessioni e punti di vista nuovi, o provate affinità per quello di Parisi da ‘nostalgico del XXI secolo che vuole riappropriarsi delle identità di luoghi antropologici ormai vuoti, perduti, privi delle persone che li hanno vissuti, la cui vita è nascosta nei cumuli di detriti abbandonati, nelle macerie affastellate, nella stratificazione delle muffe e nei depositi della polvere’.

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