Gita fuori porta: a Riano per la Sagra della pecora alla callara


Stravincono pecore e abbacchi vari nel panorama delle sagre paesane del Lazio nel mese di agosto: dopo essere stati a Porano, questo fine settimana i brontolii del nostro stomaco ci portano, invece, a Riano per la sagra della pecora “alla callara”.

Non ci è dato sapere se il nome di questa gustosa pietanza, che viene preparata secondo i dettami della ricetta originale in molti centri della campagna a nord di Roma, sia dovuto alla temperatura a cui questo piatto va servito e consumato, o piuttosto alla temperatura esterna, visto che a fine agosto fa ancora abbastanza caldo.

Comunque sia, è questo ciò che troverete sabato a partire dalle 19.30 nella zona di via Giovanni XXIII, con ingresso libero. Per contorno, balli di gruppo e liscio per i meno giovani e gli appassionati. Se, invece, preferite i latini, optate per la serata cubana organizzata dalla ‘Madikis Gang’ con specialità della cucina locale e frenetici ritmi per danzare.

Il programma della serata comprende anche un gran galà musicale a cura del gruppo ‘Fiamma d’amor viva’ e la lettura di alcune poesie dell’autrice italoamericana Gabriella Belloni. Lo show sarà condotto da una presentatrice d’eccezione: la speaker di Radio Dimensione Suono 2, Silvia Giansanti. E per chi vuole restare, relativamente, leggero, spuntini a base di panini assortiti e patatine fritte e cornetti caldi farciti dalle 22.

Non è difficile né lungo raggiungere Riano dalla Capitale. Da centro storico a centro storico, infatti, distano appena 20 km e le strade che potete scegliere per evitare il traffico dei rientri stagionali sono molte: Flaminia, Tiberina o Salaria.

Più che una meta da vacanzieri della domenica, Riano, uno sperone di tufo affacciato sulla Valle del Tevere, è un luogo in cui molti romani scappati dalla città hanno deciso di abitare per coniugare la comodità della vicinanza con Roma all’innegabile tranquillità e vita a misura d’uomo che regala la provincia.

Di questa cittadina esistono testimonianze fin dal 1169, quando i fratelli Giovanni e Berardo Ronzione concessero il dominio, comprensivo di Castello (il Castrum Raiani, appunto), a Papa Adriano IV con diritto di locazione. Un altro Pontefice, Innocenzo III, qualche anno dopo, lo annoverava tra i beni del Monastero di San Paolo.

Raso al suolo e ricostruito, sappiamo che nel XVI secolo Riano ebbe a valere 20mila ducati o 20mila scudi, passò di mano in mano fino a entrare tra i possedimenti della famiglia, ben nota a Roma, dei Boncompagni-Ludovisi. Ultima curiosità il significato del suo nome: certamente attribuibile alla traduzione di Castrum Raianei, ma per alcuni dovuto alla presenza di un antico altare dedicato a Giano, un’ara Iani, appunto.

Foto | Pro Loco Riano

Riano
Riano, il Castello
Riano, il centro storico
Riano, il Fontanone

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