Gita fuori porta a Sambuci: musica e ‘ciammaruche’


Sapete che cos’è la ciammaruca? Io l’ho scoperto in questa bellissima sagra, che nel 2010 raggiunge il terzo anno di vita. Nel dialetto di quella parte del Frusinate al confine con l’Abruzzo, è la lumaca con il guscio; se, invece, non ce l’ha, si parla di ‘ciammaruca senza cocchia’. Al mio animo ruspante suona decisamente meglio di ‘escargot’.

In questo weekend in campagna a Sambuci potrete fare la diretta conoscenza delle ‘ciammaruche’, declinate in praticamente tutte le ricette tradizionali della zona: al sugo, come condimento delle fettuccine, panini alle lumache, salsicce e dolci (quelli senza lumache, spero).

Nono sono abbastanza esperta per consigliarvi in quale modo gustarle per poterne apprezzare meglio la qualità (venite e provate di persona), ma gli appassionati di questa specialità devono essere davvero tanti: hanno addirittura una loro pagina su facebook!

A essere tradizionale e rigorosa, impariamo sul sito della manifestazione, è anche la lavorazione delle lumache che richiedono una preparazione meticolosa prima di essere utilizzate nelle ricette, a metà tra il gioco di squadra e la catena di montaggio: gli animaletti, infatti, vanno prima spurgati, poi trattati con sale e aceto e infine sciacquati molte volte.

A completare il già ricco programma della sagra, arriva la prima edizione del Sambuci summer music festival, aperto a tutte le band emergenti del territorio che si saranno iscritte. Buona musica e cucina sopraffina, dunque, animeranno la sale e i cortili dello splendido Castello Theodoli. Rimbalzata dai soliti Orsini, agli Astalli (quelli del lungotevere), ai Piccolomini e infine ai Theodoli, la fortezza fu costruita in epoca medievale e da allora più volte rimaneggiata.

Il parco, invece, o come lo chiamano qui, la “villa”, fu realizzato tra il Seicento e il Settecento e ha una superficie pari a 55mila metri quadri, ora adibiti a giardino comunale. Dentro si trovano gli stemmi delle diverse famiglie, il giardino all’italiana e la fontana detta “la bocca storta”. Un’altra parte, invece, è in stile inglese, con due grandi cedri al centro del prato.

Ma, ancora una volta, Sambuci non è solo questo: il nome del paese deriva, probabilmente, dall’abbondante presenza di sambuco nell’area e anche il suo feudo, proprio come la rocca, nel tempo, passò di mano in mano: dall’Abbazia di Subiaco al convento dei Santi Cosma e Damiano e San Cosimato fino ad Antiochia.

Il sambuco è un ottimo rimedio contro la stipsi, ha proprietà decongestionanti e per questo è molto usata in erboristeria. Se poi pensiamo a quella prelibatezza quotidiana che è il caffè corretto con la sambuca, allora capirete che questo è il posto giusto dove trascorrere un fine settimana enogastronomico.

Il centro storico è costituito da un borgo; bella è la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ricoperta da lesene dipinte; poi c’è il convento di San Francesco con preziosi affreschi. Niente male anche i dintorni: il paese fa parte della comunità montana Valle dell’Aniene e incastonato tra le catene dei Monti Tiburtini e dei Monti Ruffi, pieni di suggestivi sentieri.

Foto | Sambucidagustare.com

Sagra della ciammaruca a Sambuci
Il giardino all'italiana nel parco del Castello Theodoli
La lunga preparazione delle 'ciammaruche'
La locandina della sagra
La locandina del Sambuci sumer music festival

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