Tavolino selvaggio a Roma: cos'è cambiato dopo l'ordinanza (e cosa è rimasto uguale)

Tavolino Selvaggio a Roma

Se siete tra quelli che, per scelta o necessità, stanno vivendo l'Estate romana, ve ne sarete accorti. L'ordinanza contro il 'tavolino selvaggio' è diventata una specie di discriminante in grado di caratterizzare le vie e le piazze della movida capitolina. C'è chi la rispetta in maniera ossessiva (al sottoscritto è capitato di vedere una cameriera che misurava con il braccio il 'limite' dello spazio occupato dai tavoli sul marciapiede -non scherzo) e chi invece incrocia le dita e invade il suolo pubblico senza troppe remore.

La 'cura' era iniziata lo scorso 28 maggio: siamo agli inizi di agosto e i controlli sembra riguardino solo i luoghi più in vista: nelle stradine laterali c'è addirittura chi sistema i tavoli sotto le impalcature. Un posto a sedere non si nega a nessuno (e neanche un 'coperto' in più da intascare a fine serata). Di borchie anti-tavolino se ne vedono pochissime, sostituite da alcuni ristoratori con vasi, piante e recinzioni, ma il mistero rimane: perché alcuni locali sfuggono ai controlli?

Nessuna illazione da parte nostra: la legge c'è, le sanzioni anche. La contravvenzione va dai 200 euro ai 500 euro più la sospensione della concessione dell’Osp (Occupazione di suolo pubblico) fino a 15 giorni in caso di recidiva. Eppure le differenze si notano anche a poche centinaia di metri di distanza. Voi cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza durante questa estate trascorsa a Roma? Ditecelo nel sondaggio.

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