Una città a misura di venditore ambulante


Esempio di scempio. Scena che si consuma ogni sera, ogni mattina. Ma non alle quattro di notte. Saranno state le undici di sera, guardate che folla di turisti intorno alla fontana più famosa del mondo.

C'è un bel furgone in mezzo alla piazza iperpedonale, davanti alla Fontana di Trevi, che con estrema calma si occupa della chiusura della bancarella, dove per altro ancora di vende e si tratta, per ignobili cimeli. I vigili passeggiano stanchi difronte alla questua e al parcheggio del bacarozzo bianco, senza dire una parola.




Certo, da sempre abbiamo bancarelle, furgoncini e chioschi piazzati in tutti i punti più belli e prestigiosi della città, e alcuni ormai fanno quasi parte dell'orizzonte (chissà perché questa poi, dovrebbe risultare un attenuante, o una giustificazione... Anzi è peggio! Si tratta di vera usucapione).

Ad ogni modo ora si sta esagerando. La prepotenza di questi venditori abusivi è spaventosa. Come sempre succede in Italia, se li lasci fare loro si allargano fino a gestire i monumenti, come se fossero di loro proprietà. Altro che multe e guerra al tarocchismo.

Allego in galleria una mappa di quanti ce ne sono solo intorno alla Fontana. La piccola piazzetta dei Crociferi ormai è off limits. Praticamente hanno oscurato la facciata della chiesa. Ne ho contanti 9, ma ogni giorno ne trovi uno nuovo... Aggiungete caldarrostari, mimi, gladiatores e venditori ambulanti di cagate volanti ed avrete il panorama completo.

Forse sarebbe anche il caso di smettere di esaltarsi per l'aumento delle visite di questo genere di turistame al pascolo, che compra davidi michelangioleschi di cartongesso a Roma e colossei sotto vetro a Firenze, mangiando orrende pizze plasticate o al massimo da Mac Donald's per digerire con i piedi a mollo in qualche fontana...



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