Il decreto "salva Roma" ma "spreme i romani"

Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto "salva Roma", che prevede finanziamenti e possibilità di Irpef più cara. Ecco i dettagli.


Nel dispositivo urgente con misure per la finanza locale c'è anche il cosiddetto 'salva-Roma'. Previsti interventi sulla voragine del debito da 867 milioni. Stanziati 28,5 milioni per la raccolta differenziata.

Si introduce però anche la possibilità per il Campidoglio di rincarare dal prossimo primo gennaio la tassazione cittadina. L'amministrazione capitolina potrà elevare, a partire dal 1 gennaio 2014, l'aliquota dell'addizionale Irpef, attualmente fissata allo 0,9%, di altri 0,3 punti percentuali, fino all'1,2%.

Nel testo del Cdm si legge anche:

"Il Commissario straordinario di Governo del Comune di Roma è autorizzato ad inserire, per un importo complessivo massimo di 115 milioni, le eventuali ulteriori partite debitorie rivenienti da obbligazioni o oneri dello stesso Comune di Roma anteriori al 28 aprile 2008. Roma Capitale potrà riacquisire l'esclusiva titolarità di crediti verso le società partecipate dalla stessa anche in via compensativa. A tal fine potrà avvalersi di appositi piani pluriennali per il rientro dai crediti così riacquisiti verso le proprie partecipate".

Ci saranno quindi i finanziamenti per aumentare la percentuale cittadina della raccolta differenziata. In arrivo 28,5 milioni di euro, da ripartire in tre anni. Tali finanziamenti sono previsti all'interno del Patto per Roma e "contribuiscono alla realizzazione del piano rifiuti nella Capitale".

Il sindaco Marino ha cercato subito di "tranquillizzare" noi cittadini sulla questione tasse.

"Personalmente ho fatto resistenza in questi mesi a qualunque aumento di imposte per i romani, che già pagano tasse molto alte rispetto ad altre città, e farò ancora resistenza. Nello stesso tempo, con le forze politiche che governano la città insieme a noi chiederemo ai cittadini quali sono le priorità, perché ci sarà da tagliare spese in alcuni settori, anche se sono assolutamente contrario a tagli in settori fondamentali come il sociale, l'assistenza e la cultura".

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