La metti una firma contro la droga? Ma che ci fate?


Saranno pure in buona fede, faranno pure qualcosa di socialmente utile (qualche dubbio rimane), ma non so voi, ormai questi mi fanno l'effetto di una scena cult di Un Sacco Bello, quella de "Ahò, te stai a fa' tutti li pizzi de Roma, 'ndo vado te incontro, e bbasta no..?!".

Da quando sono bambino me li trovo tra i piedi che ti seguono, ti porgono la penna da lontano e ti chiedono per una decina di metri "una firma contro la droga?", che a volte diventa anche un imperativo in forma contratta "metti una firma per la droga".

E se non rispondi cominciano con una serie di traduzioni più o meno maccheroniche che hanno in "Sign against the drug" la forma più comune. Che uno straniero di norma prende per un biglietto di un concerto di un gruppo metal...




Devo averne messe anche, prima onestamente, poi false, tanto spesso manco chiedono i documenti. Perché sono insistenti, non serve se gli dici che l'hai già messa, ne hanno sempre bisogno. Sono firmadipendenti. Ma cosa ci fanno con ste' firme? Perchè vanno bene anche quelle straniere, quelle senza documento, quelle senza inchiostro..?

Forse perché dopo la firma (potete anche griffare un rotondo Benedetto Sedicesimo) ovviamente chiedono un contributo libero, una donazione spontanea, senza nemmeno "please". Non sono amatissimi per questo, da molti pedoni.

La maggior parte di loro dovrebbero far parte della comunità dei Lautari, che in teoria racconta di avere tutte le carte in regola per fare quello che fa e farlo bene. In teoria. Voi che ne pensate? Soprattutto, come vi comportate? Come il grande capitano Rex Kramer qui sotto?

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