Dopo il serpente in pineta, il boa ai villini: l'Estate romana dei rettili

Boa Constrictor a Roma

L'anno scorso era un serpente a sonagli: si aggirava per la pineta di Castelfusano ad Ostia, minacciando gli avventori. Il Cites, il corpo della Guardia Forestale che si occupa di specie in via d'estinzione, era intervenuto immediatamente. Lo catturarono due settimane più tardi, senza narcotizzarlo o fargli del male.

Quest'anno invece è la volta di un boa constrictor. Lo ha avvistato la signora Eleonora Tosti, nel giardino della sua casa in via dei Villini. Immediata la segnalazione e una tecnica antica per scoprire dove si nasconde: farina sparsa a terra, specialmente in prossimità della pelle ritrovata dopo il cambio della muta.

Per immobilizzarlo si tenterà di utilizzare della colla, anche se l'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Roma fa sapere che potrebbe essere dannosa e danneggiare irrimediabilmente l'animale. Quello viene da chiedersi è il perché questi animali saltino fuori solo d'estate.

Proprietari incauti che partono per le vacanze e non si assicurano che i loro amici a sangue freddo rimangano nelle teche? Specie esotiche acquistate per vivere in cattività e successivamente abbandonate nelle aree pubbliche? Roma come New York, vittima di una leggenda metropolitana entrata nella Storia: quella dei coccodrilli nelle fogne della città statunitense? A quando un ornitorinco avvistato sulla Cristoforo Colombo?

Foto | via

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