A Roma in aumento i casi di ‘barbonismo domestico’

Secondo una ricerca presentata in Campidoglio, 100 nell’ultimo anno

Un fenomeno in aumento, un fenomeno che fa paura. Certo non un fenomeno nuovo, dal momento che secondo i dati presentati in Comune qualche giorno fa, dal 2002 ad oggi registra 400 casi, ma che di sicuro la crisi aggrava, con un centinaio di segnalazioni nell’ultimo anno. Eppure il ‘barbonismo domestico’ – come lo hanno chiamato gli assistenti sociali, in attesa che uno studio più accurato gli affibbi un’etichetta più o meno scientifica - non sembra per forza connesso con le condizioni economiche.

Si definisce tale la condizione di disagio – a volte anche mentale – di una persona anziana che, priva di una rete sociale o familiare, si lascia andare all’interno della propria abitazione, vivendola non più come un luogo privato e anche di realizzazione del sé, ma proprio come i barboni vivono la strada. Spesso, oltre alla cura della propria igiene personale, quindi, queste persone smettono di utilizzare le utenze domestiche che vengono staccate per morosità, arrivano a patologie legate all’accumulo di cose, da cui derivano situazioni di pericolo per se stessi e per i vicini, che in genere sono coloro che denunciano questi casi, accorgendosene dal cattivo odore o dall’evidente peggioramento delle condizioni psico-fisiche della persona in questione.

Come si diceva, non è ancora un fenomeno molto approfondito, ma l’osservazione può già dirci che la maggior parte dei casi si verifica nel centro della città e che colpisce soprattutto gli italiani: gli stranieri si contano sulle punta delle dita. Molte le donne, ma forse è dovuto dalla più alta composizione demografica femminile arrivati a una certa età perché si sa che le donne vivono più a lungo. Insomma: è veramente una brutta cosa che si sta imponendo all’attenzione delle autorità e che deve esserlo anche del pubblico, perché come spesso accade, siamo per primi tutti noi a poter fare qualcosa.

Foto | erix!

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